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La preghiera di Don Fortunato Di Noto in vista dell’assemblea CEI

البطريركية المارونية
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Si svolge da lunedì 12 a giovedì 15 novembre l’assemblea generale straordinaria della Cei. Sede dei lavori sarà l’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano. “All’ordine del giorno – riferisce una nota dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali – innanzitutto il tema della liturgia: la votazione della nuova traduzione italiana del Messale Romano sarà occasione per fare il punto sul cammino della riforma liturgica. I vescovi si confronteranno, quindi, sul lavoro della Commissione Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella Chiesa. Il tema della missione costituirà motivo di riflessione sulla presenza e il servizio nelle diocesi italiane di presbiteri stranieri”.

E’ questo il punto dell’ordine del giorno che spero avrà maggiore attenzione, ciò non toglie merito e valenza agli altri temi: I vescovi si confronteranno, quindi, sul lavoro della Commissione Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella Chiesa.
Non entro nel merito e nei contenuti, molto positivi, del lavoro della Commissione Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella Chiesa. Un impegno molto apprezzato, compiuto con dedizione, competenza, afflato pastorale e prospettive audaci per far si che la Chiesa diventi sempre più Madre premurosa, attenta e accogliente; in ascolto delle vittime e trasparente e operativa per i casi di delictia graviora dei chierici e anche operatori pastorali possano compiere.

Non è un apprezzamento formale e di facciata, anzi: è quel stiamo lavorando per voi fratelli e sorelle che avete subito violenze non solo fisiche e spirituali, ma anche lo scarto, l’abbandono e il rifiuto. Sappiamo quanto avete sofferto, comprendiamo quanto ancora i demoni del male riescono a sedurre e a dominare. Il cambiamento è già in atto, e chi ancora diffonde elementi destabilizzanti e fuorvianti, è fuori strada. Non sono solo prospettive ma è in atto una una azione permanente efficace senza ombre e silenzi, fuori dagli schemi del clericalismo e dell’elitismo (così ci ha ripetuto Papa Francesco), oltre la rappresentatività burocratica di una Chiesa, con i propri pastori – vescovi, il clero e il popolo di Dio che sempre più sono impegnati insieme e non a mattonelle sconnesse e separate.

Una azione globale, nella Chiesa italiana, è possibile se le Diocesi, con i loro pastori, non discutano, recepiscano, suggeriscano, esprimano non pareri e sensibilità (pur differenziati e magari discordanti) ma in comunione e sotto l’azione dello Spirito Santo offrano – già fu fatto con le Linee Guida del 2014 – nuove e vigorose indicazioni pastorali che già il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, aveva indicato e detto e che riporto come una cartina di tornasole, dove i raggi di luce, possano segnare i viottoli accidentati e spesso allagati dalla indifferenza e insensibilità: «Gli scandali nella Chiesa ci sono sempre stati e certamente oggi si sono manifestati attraverso i mezzi della comunicazione che una volta non erano così efficaci nella loro crudezza. Sono successe veramente delle cose terribili che fanno accapponare la pelle. Davanti a tutto questo esprimiamo la nostra condanna come la esprimerebbe il Signore. Accanto a queste piaghe nella Chiesa dobbiamo guardare la moltitudine dei sacerdoti fedeli e poveri che vogliono bene alla gente.»

Numerose sono le vittime di abusi sessuali che incontro e tante che attendono “misericordia e giustizia”. Ritrovare la pace, essere amate e credute. Credere ancora che Dio è Amore e che la Chiesa abbia sempre pastori che si sappiano chinare sulle sofferenze e i drammi tragici e dolorosi dei fratelli. Che i Pastori abbiano sempre la “porta aperta” nel recinto delle loro comunità, che non agiscano da predatori mercenari. Che non vivano la doppia vita, che siano sempre e comunque uomini non di potere contro i piccoli e i deboli, ma capaci di riconoscersi “offerta gradita a Dio” per il bene e solo per il bene, nell’amore, di tutti.

La Riforma della Chiesa, ha il contributo dei bambini, dei piccoli e dei vulnerabili. La loro fragilità, che è anche la nostra, ci richiama a guardare e ascoltare nei circoli, oratori e giostre dei bambini, accolga i suggerimenti del farfugliare dei neonati abusati, e dei bimbi mai nati o nati e scartati; sia certa del sostegno delle preghierine infantili. Dal bambino Gesù e dai piccoli del Vangelo (di ogni tempo) sia scossa nelle fondamenta della sicurezza e del potere, della corruzione e dalla perdita di fede che spesso anche i Pastori possono sperimentare.
I piccoli non ci scandalizzano. E’ bene ricordarlo, ma ci provocano, ci interpellano.

Nessuno romanticismo mieloso. Ecco perché ai Vescovi, in Assemblea, che discuteranno dei piccoli e dei vulnerabili della e nella Chiesa, suggerisco, con sommessa voce e umiltà, la seguente preghiera: «Donaci, o Signore, di servire sempre la promozione dell’amore e del rispetto per i piccoli, tuoi prediletti, e suscita servitori amorevoli e responsabili che impediscano gli abusi nella Chiesa e nella società».

In quei giorni noi pregheremo. Molto.

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