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Solo l’amore spudorato cancella la vergogna

WOMAN,TRAVEL
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Ci aggrappiamo ancora al nostro mondo, anche quando ci passa vicino il Creatore di tutto?

Abbiamo visto tutti le commedie romantiche in cui uno dei due partner capisce quello che il pubblico aveva già ampiamente previsto: ha trovato l’anima gemella.

A quel punto, l’innamorato getta ogni cautela al vento: lui grida il suo amore pubblicamente in modo imbarazzante, lei balla sotto la pioggia per la gioia, rendendosi conto a malapena che si sta inzuppando. All’improvviso, tutte le riserve che li tenevano lontani l’uno dall’altro sono crollate.

Nella 30ma Domenica del Tempo Ordinario (Anno B), Bartimeo fa proprio così.

Mostra cosa significhi essere spudoratamente innamorati di Dio – ma anche com’è in genere la nostra reazione nei confronti di chi si comporta in questo modo.

Bartimeo è il mendicante cieco che stava seduto sul ciglio della strada quando ha sentito che Gesù stava passando.

Ha iniziato a gridare: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!”, ma molti “lo rimproveravano perché tacesse”. Possiamo immaginarci la scena. La grande figura religiosa sta passando, e quindi i suoi seguaci volevano un po’ di decoro nelle strade.

Non ha funzionato. “Ma egli gridava ancora più forte: ‘Figlio di Davide, abbi pietà di me!’”

Possiamo trarre molte lezioni da Bartimeo.

Una è che non dovremmo impedire agli altri di invocare Gesù, anche se spesso lo facciamo.

A volte è una cosa diretta: ricordo la storia di un intrattenitore irlandese che da giovane era tornato a casa da un ritiro infervorato nei confronti della fede e desideroso di diventare sacerdote. La sua famiglia ha reagito in modo imbarazzato. “Ehi, abbiamo passato tutti una fase del genere. Non fare pazzie. Lascia che ti passi”, hanno detto tutti. E quindi lui non ha mai messo alla prova la sua chiamata.

Molte volte, però, siamo meno diretti. Magari notiamo un collega, un parente o un vicino che soffre, che ha subìto una perdita. Forse confida in noi, che però decidiamo di non parlargli di Gesù o della fede. Non vogliamo sembrare fanatici, o pensiamo che la religione sia un fatto troppo privato per parlarne apertamente.

Il cuore di quella persona grida ansioso di ricevere l’unica cosa che può “restaurarlo”, e noi lo teniamo lontano da Gesù.

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