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La risposta perfetta di Gesù a una domanda sciocca

JESUS,HANDS,HEAVEN
Shutterstock
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Per nostra fortuna, Nostro Signore non si fa problemi con la stupidità

Questa domenica, 29ma del Tempo Ordinario, Anno B, Giacomo e Giovanni rivolgono una semplice richiesta a Gesù: “Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”.

È una richiesta sciocca, che rivela un fraintendimento del fulcro del messaggio di Gesù.

Immaginate se Gesù avesse detto: “Certamente!”

Se Dio assegnasse posti di gloria in base a chi si è avvicinato abbastanza a lui da chiedergli favori al momento giusto, sarebbe una versione divina delle nostre tendenze peggiori. Sarebbe un politico onnipotente, che dispensa favori e nega posizioni in base ai suoi capricci personali.

Sarebbe come un dio pagano. Dovremmo pagare per soddisfarlo per quanto possiamo, sempre preoccupati che si possa rivoltare contro di noi nonostante i nostri sforzi. La nostra vita sarebbe senza senso se cadessimo in digrazia presso di lui, e non saremmo meglio dei politici clientelari se avessimo invece successo.

Ma Lui non è così. Gesù Cristo ci considera tutti allo stesso livello. Nessuno di noi è automaticamente “dentro”.

O immaginate se Gesù avesse detto: “È una domanda meschina ed egoista. Andate via!”

Cosa succederebbe se Dio disdegnasse le domande assurde come quella di Giacomo e Giovanni? E se non avesse pazienza di fronte alla nostra tendenza all’autoesaltazione?

Ha tutto il diritto di farlo. È l’Onnipotente, e noi siamo un nulla. Potrebbe scatenare tuoni e fulmini dalla montagna e non permettere a nessuno se non ai santi di avvicinarsi a Lui, e ascoltare solo le loro domande più intelligenti.

Se lo facesse, però, almeno io non avrei neanche una possibilità di parlargli, perché per quanto riguarda la fede sono un arrogante.

Ma Lui non è neanche così. Non ci tratta come come delusioni insignificanti che possono essere tranquillamente ignorate.

E allora come ha risposto? Come un padre.

“Voi non sapete quello che chiedete”, ha detto. “Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?”

Sembra il tipo di risposta che otterrebbe il figlio di un soldato se chiedesse: “Papà, un giorno otterrò un Cuore Purpureo e una Stella d’Argento come te?”

O come il bambino che si dice chiese a Giovanni Paolo II se un giorno sarebbe potuto diventare Papa come lui.

Il padre risponderebbe con cuore pesante che sì, un giorno forse dovrà affrontare il tipo di cose che fanno ottenere quelle medaglie (si dice che Giovanni Paolo II abbia semplicemente abbassato il capo dicendo: “Oh, se sapessi cosa stai chiedendo!”)

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