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Quando era apparentemente bloccata in uno stato vegetativo, Victoria Arlen confidava nella preghiera per sopravvivere

VICTORIA ARLEN

Howard Books | Simon & Schuster

Tony Rossi - pubblicato il 19/09/18

La concorrente di “Dancing with the Stars” riflette sulla sua determinazione a vivere quando da bambina è stata colpita da una malattia misteriosa

Immaginate di essere consapevoli di ciò che accade intorno a voi ma di non essere in grado di parlare, muovervi o addirittura battere le ciglia. È quanto è accaduto all’annunciatrice ed ex concorrente di Dancing with the Stars Victoria Arlen quando era ancora una bambina ed è stata colpita da una misteriosa malattia che i medici insistevano a dire esisteva solo nella sua testa.

Non era così. Victoria ha lottato per tornare ad avere la salute e una vita piena grazie all’aiuto della sua famiglia e della fede, e di recente si è unita a me nel programma Christopher Closeup “per parlare del suo libro Locked In: The Will to Survive and the Resolve to Live.

Nel 2006 Victoria ha iniziato a provare un dolore inspiegabile e a sperimentare perdita di peso e stanchezza. I medici non riuscivano a capire cosa non andasse con quella che prima era un’energica bambina di 10 anni, e quindi continuavano a dire “È tutto nella sua testa”.




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Nel frattempo, la salute di Victoria continuava a peggiorare, e la bambina ha perso la capacità di camminare, controllare le braccia e ingoiare il cibo senza soffocare. Anche le sue funzioni cognitive hanno iniziato a deteriorarsi, e sentiva la testa come se fosse “stretta in una morsa”.

I medici continuavano a non trovare un motivo che giustificasse i suoi sintomi, e quindi l’hanno portata in un’ala dell’ospedale che ospitava pazienti psichiatrici. Anche se Victoria aveva imparato cosa fossero il Paradiso e l’Inferno a catechismo, ha scoperto che “ci sono forme di Inferno su questa Terra”.

In ospedale ha subìto abusi fisici e verbali da parte dello staff medico, che sembrava pensare che essere duro con lei l’avrebbe fatta uscire dalla sua condizione. “Te lo meriti”, le ripetevano. Victoria non riusciva a confessare ciò che le accadeva ai genitori quando la andavano a trovare, e quindi la situazione è andata avanti per un po’ di tempo.

In Locked In, Victoria scrive: “Anche se le infermiere e i medici qui sono convinti che i loro metodi duri e crudeli mi stiano aiutando, devo dire che la mancanza di gentilezza non rende mai le cose migliori. E anche se la mia malattia fosse psicologica, come potrebbe farmi sentire meglio il fatto di infliggermi del dolore? Alla base di ogni cura dovrebbe esserci l’amore”.

In quella situazione, Victoria pregava Dio di guarirla, di darle un’altra possibilità. Alla fine, però, il suo dolore è diventato così insopportabile che ha creduto di essere in punto di morte.




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All’improvviso le è tornato in mente un versetto della Bibbia: “Non ti ho io comandato: Sii forte e coraggioso? Non temere dunque e non spaventarti, perché è con te il Signore tuo Dio, dovunque tu vada” (Giosuè 1, 9).

“La paura, con mia sorpresa, scompare rapidamente, mentre questa incredbile calma e questo amore mi circondano. Posso descriverlo solo come l’amore di Dio”.

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malattiapreghierastato vegetativo
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