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Massimo Dapporto: quel giorno che la Vergine Maria si è materializzata nella mia mente

massimo dapporto
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L'attore ha parlato della fede che lo accompagna da sempre e della sue devozione alla Madonna nata grazie ai racconti della moglie crocerossina a Lourdes

In una bella intervista al settimanale Maria con te, Massimo Dapporto ha parlato di sé, della fede che lo accompagna fin da bambino e del suo profondo legame con la Vergine Maria. L’attore, classe 1945, figlio del famoso comico Carlo Dapporto, è un artista molto amato dal pubblico per i ruoli indimenticabili che ha interpretato, come quello del giudice Falcone nella fiction di Antonio e Andrea Frazzi. Massimo Dapporto non è soltanto un incredibile attore di teatro, tv e cinema ma anche un grande doppiatore, ha dato la voce fra gli altri al mitico Buzz Lightyear in Toy Story.

La storia più bella di cui è protagonista? Il suo matrimonio

La notizia che più ci preme sottolineare è però un’altra: l’attore è sposato con la stessa donna, Stefania Longo, da 47 anni. Mezzo secolo d’amore e di vita insieme: di fiducia, sorrisi, litigi e riappacificamenti, anniversari e compleanni, alti e bassi di un legame profondo e unico che, in un mondo squinternato, punta sul serio al per sempre. Una coppia riservata, lontana dalle copertine ed estranea al luccichio mediatico… che il loro segreto stia proprio qui? Non solo perché non basterebbe: c’è ben altro a sostenerli!

“Dio dà un senso alla mia vita”

“Sono stato a scuola, prima dalle suore, poi dai padri Scolopi, che hanno arricchito l’educazione cattolica ricevuta in famiglia. I miei genitori erano credenti e ricordo che mio padre, prima di entrare in palcoscenico, si faceva tre volte il segno della croce. Io non ho questa abitudine, ma alla vigilia di una prova importante, come per esempio una prima teatrale, penso a Dio. Non gli chiedo niente (…) ma se tutto va bene, calato il sipario lo ringrazio dialogando serenamente con lui che è il principio e la fine di tutto e dà un senso alla mia vita” (Maria con te)

Devoto alla Madonna grazie alla moglie crocerossina a Lourdes

Dapporto racconta al settimanale di aver cominciato a rivolgersi alla Madonna grazie alla devozione di sua moglie e alla sua esperienza di crocerossina a Lourdes dove anche l’attore desidera recarsi in pellegrinaggio il prima possibile. Quando ho letto questo passaggio dell’intervista ho pensato a quante volte il Santo Padre si sia soffermato sul ruolo delle donne – madri, mogli, sorelle, nonne, zie – nel trasmettere la fede, nell’annunciare la lieta notizia. Ad Jesus per Mariam. Che grazia avere una sposa che ti accende nel cuore l’amore per la Vergine: sei fortunato, Massimo!

“Da Stefania ho ascoltato tante storie commoventi e varie volte ho pensato di seguirla nei suoi pellegrinaggi, ma poi, travolto dagli impegni, non ho mai realizzato il progetto: è vero che se Maria è dentro di me non ho bisogno di farle visita in un santuario, ma ho intenzione egualmente di andare a Lourdes per renderle omaggio. Certo, devo scusarmi con Lei per averla un po’ trascurata in questo senso, ma c’è tempo per rimediare”. (Ibidem)

“Maria mi si è rivelata come una presenza familiare”

“In passato, chissà perché, avevo nei confronti della Madonna un timore reverenziale forse eccessivo, quasi fosse troppo in alto per concedermi la possibilità di quel dialogo che invece ho sempre avuto con Gesù. Ora però che Maria mi si è rivelata come una presenza familiare, posso dirle con la massima semplicità: Ti voglio bene”. (Maria con te)

Quel giorno che la Vergine Maria si è materializzata nella mia mente

L’attore racconta di nutrire da sempre nei confronti della Vergine Maria un timore quasi eccessivo che spesso non gli ha permesso di parlarle da figlio e di rivolgersi a lei come avrebbe voluto. Un giorno però tutto cambia improvvisamente dopo una domanda che gli rivolge il suo padre spirituale don Santino Spartà:

“Con la Madonna, fino a poco tempo fa, non ho avuto la stessa confidenza, ma poi è successo qualcosa che mi ha avvicinato a Lei. Ero a pranzo con un sacerdote, don Santino Spartà, che conosco da anni, quando lui mi ha chiesto se fossi devoto alla Vergine. Mi sono fermato a riflettere e l’immagine della fanciulla bella e dolce che era Maria quando fu scelta per essere la madre di Gesù si è quasi materializzata nella mia mente. Una creatura speciale, travolta da un insolito destino, affrontato con modestia e ubbidienza, in un compito importante frutto di gioia ma anche di dolore per Lei, giovane e fragile, il simbolo di una femminilità pura. E da quel momento Maria è dentro di me” (Ibidem)

Parole semplici piene di tenerezza e amore filiale, una testimonianza di fede genuina di un uomo perbene come lo definisce don Antonino Spartà che non vuole scendere a compromessi “né umani né artistici” e spera di riuscirci “con l’aiuto di Dio e di Maria che già mi tiene per mano”.

Che Maria ti protegga, caro Massimo, e che la tua bocca ripeta sempre il dolce nome della Madre nostra a cui possiamo affidare tutto perché come diceva padre Amorth: Dio non nega nulla a Colei che gli ha detto sempre di sì.

 

 

 

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