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Perché San Michele è considerato l’angelo della santa messa?

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Da San Gerardo a Papa Leone, dal primo canone eucaristico alla messa del lunedì: tutti gli episodi che hanno visto "protagonista" l'Arcangelo durante la celebrazione eucaristica

San Michele è considerato l’angelo dell’eucaristia, nonché il custode della santa messa. A spiegarci questo suo “ruolo” è l’angelologo Marcello Stanzione in “Gli angeli e la santa eucaristia” (Edizioni Segno).

La Chiesa, con il primo canone eucaristico, che per secoli è stato l’unico che veniva proclamato, ci dice che San Michele è alla destra dell’altare. Al momento delle offerte del pane e del vino, il canone faceva recitare al sacerdote questa significativa invocazione: “Dio onnipotente, comanda che ­queste­ misteriose ­offerte ­siano ­portate ­per ­le ­mani ­del­ tuo santo angelo dinnanzi alla tua Maestà divina”.

La messa votiva del lunedì

SAINT MICHEAL
Dervish Candela

Un famoso padre barnabita, Padre Antonio Gentili, insigne predicatore di esercizi spirituali ci ricorda: «La pietà popolare fa menzione degli Angeli con la Messa votiva del Lunedì. A dire il vero tale Messa inizialmente era offerta in onore di San Michele. Infatti il riferimento nel Canone Eucaristico latino al “Santo Angelo” che presenta il sacrificio all’altare celeste richiama la funzione di Michele, l’Angelo officiante dell’Apocalisse (8,3), che tiene in mano un turibolo d’oro fumante d’incenso che brucia sull’altare, davanti al trono di Dio.

“Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi, bruciandoli sull’altare d’oro posto davanti al trono. E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi”.

Di conseguenza si pensava che Michele celebrasse ogni lunedì una Messa nel cielo!

La comunione di San Gerardo

San Michele è colui che diede la prima comunione a Gerardo Maiella, futuro santo, che a soli sette anni, recatosi in chiesa ed avvicinatosi all’altare per ricevere l’Eucaristia, naturalmente se la vide rifiutare dal sacerdote perché considerato troppo piccolo d’età.

Ma, come narrò lo stesso Gerardo, quella notte stessa la comunione gli fu recata proprio dal suo Arcangelo prediletto.

Il Messale di Pio V

La menzione di Michele Arcangelo era presente sempre nell’Offertorio del Messale di Pio V: «Il vessillifero Michele conduca le anime nella sua luce santa».

Quando noi assistiamo alla Santa Messa, pensiamo a questo grande ruolo di san Michele e chiediamogli di portare al trono di Dio, allo stesso momento della sacra oblazione, i nostri voti e le nostre preghiere. Un predicatore cappuccino odierno, Padre Lorenzo Triggiani, afferma con forza: «Preghiamo ogni giorno anche noi questo Arcangelo – una volta, lo si invocava al termine della Messa, ma l’ultima riforma liturgica ha tolto tale invocazione».

La preghiera di fine messa

A scrivere quella preghiera era stato Papa Leone XIII, il 13 ottobre 1884, che sarebbe stato illuminato dallo stesso Arcangelo. Ecco l’invocazione:

“San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, contro le malvagità e le insidie del demonio sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi! E tu, Principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime”.

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