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Ed Sheeran: «Ho girato il mondo ma mi sono innamorato di una ragazza cresciuta a 10 minuti da casa mia»

ED SHEERAN AND CHERRY SEABOR
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Ha trovato l'amore e la felicità se la immagina così: vivere in campagna, avere una marea di figli, una moglie al proprio fianco, scrivere canzoni e andare a prendere i bambini a scuola

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E alla fine ha trovato l’amore e tutto in effetti sembra perfetto. Ed Sheeran, pop star- ragazzo della porta accanto planetario, il suo amore lo ha trovato proprio lì, a pochi passi da casa, qualche uscio più in là. Ma per arrivarci ha girato praticamente tutto il mondo.

Lui e Cherry Seaborn, così si chiama la promessa sposa, si conoscevano già fin da adolescenti. Hanno frequentato la stessa scuola nel Suffolk, la Thomas Mills higt school a Framlingham.

(…) la futura moglie di Ed Sheeran, ai tempi era una ragazza carina, sveglia, molto intelligente, sportiva, col sogno di studiare negli Stati Uniti e lavorare nell’alta finanza. Ed Sheeran, futuro marito di Cherry Seaborn, era come è ora, ma prima del successo, dei Grammy e dei Brit Awards, più acerbo e sgraziato, un adolescente inglese che sognava di diventare Damien Rice. Lei è andata a studiare alla Duke University, in North Carolina, lui a suonare a Londra senza nemmeno un posto dove dormire. (Vanity Fair)

Si sono ritrovati grazie ad una grigliata a casa di un’amica, la sera del 4 luglio 2015, in Rodhe Islalnd; tal Taylor (tal Swift, per giunta!) che si è prestata a favorire il gioco dell’amico Ed per arrivare alla ragazza che da diversi anni viveva in USA. I due infatti avevamo mantenuto i contatti ma fino ad allora come semplici amici. Il bandolo della matassa amorosa si trova proprio in una canzone che Taylor, migliore amica di Ed, ha cantato in un doppio ft. con Sheeran e il rapper Future. Nella strofa che spetta al rosso britannico scopriamo che:

«Knew her when I was young / Reconnected when we were little bit older», «Ci conoscevamo da giovani, ma ci siamo ritrovati un po’ più grandi» (Da End Game, nell’album Reputation)

Insomma i due si sono ritrovati e si sono innamorati. E dopo due anni di relazione custodita in una gelosa, sanissima intimità i due hanno urlato al mondo che si amavano e che desideravano sposarsi. Lo hanno fatto via Instagram, così lo abbiamo saputo in milioni e ne abbiamo potuto più o meno distrattamente gioire.

Era l’inizio del 2018, si erano appena fidanzati, in coda all’anno 2017.

Dopo un anno passato con lei intorno al mondo da romantici turisti sono tornati sullo loro isola, che c’è. Lei ha lasciato il lavoro negli Stati Uniti e ne ha trovato un altro, sempre nella consulenza, a Londra. Lui scrive canzoni e vuole diventare grande come Adele.

Nel frattempo la vita con Cherry ha dimostrato di nuovo un meraviglioso luogo comune che mio marito rinfaccia a qualche uomo lanciato verso i cinquanta che si lascia tentare dalla singletudine di ritorno: senza una donna diventi un barbone.

Ed Sheeran aveva parlato di quanto era cambiato con Cherry: abitudini più sane, meno cibo, meno birra, meno sigarette, meno spese folli. Lui ha avuto una vita bizzarra, come tutti quelli che diventano molto famosi molto giovani. (Ibidem)

Eccoli allora i nostri eroi antieroici; meraviglioso paradosso che tira fuori dalla manica ormai sdrucita del post moderno le solite poche cose che rendono un uomo felice. Avere una donna, solo quella, amarla in modo esclusivo e fedele; pensare a mettere su casa, magari proprio in quel pezzo di terra in cui abbiamo imparato a stupirci dell’esistenza delle cose e di noi stessi. E capire che come al solito G. K. Chesterton aveva ragione: per essere normali occorre lottare come leoni per liberarsi dalla gabbia dell’ordinarietà e tornare a stupirci, meravigliarci, commuoverci per le cose che ci sono, per i visi che ci sono capitati attorno, per la fidanzata del liceo divenuta nostra moglie che è, non sembra, la donna più interessante, misteriosa e affascinate della terra.

Benvenuto tra gli aspirati uomini vivi, caro Ed; benvenuto tra gli audaci sognatori che, come te, hanno capito (forse) il potenziale rivoluzionario della famiglia e la felicità se la immaginano più o meno così (al netto della enormità di risorse economiche delle quali lui può disporre e tanti di noi no, ma non c’entra così tanto):

 «Se immagino la mia felicità, è così: vivere in campagna, avere una marea di figli che mi corrono intorno, una moglie al mio fianco, scrivere canzoni ogni giorno per gli altri, poi andare a prendere i bambini a scuola». (Ibidem)

(Magari aspettiamo a dirgli che i bimbi si svegliano spesso la notte e a volte, proprio all’uscita di scuola, sono dolci e carini come dei diavoli della Tasmania?)

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