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Harry e Megan, la morale della loro favola non la sa nessuno

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I giornali non parlano d’altro, noi diciamo che non c’interessa. Ma dietro i pettegolezzi su qualsiasi persona, c’è sempre un segreto tra l’io e Dio

Se qualcuno non lo sapesse, Harry e Megan si sposano.

«E chi sono?» – dicono i finti disinteressati di gossip.

«Finirà come per Belen. Si lasceranno dopo un anno» – osano profetizzare le cinture nere di cronaca rosa.

«La monarchia inglese si vergogna di queste nozze» – svelano gli pseudo-maggiordomi di corte.

«Ah, io non ci bado. La vita vera è un’altra cosa» – ripetono a voce alta quasi tutti.

Un orecchio mezzo teso a queste notizie ce l’abbiamo sempre, con tutti gli «anche se» possibili e immaginabili: anche se non m’interessano i vip, anche se non cambieranno le sorti del mondo, anche se io preferivo William e Kate, anche se fa schifo una simile ostentazione di ricchezza.
Chi è il burattino? Noi che ci lasciamo trascinare dalla morbosità di queste storie o loro che stanno al gioco del circo mediatico?

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Loro due, Harry e Megan, sono fatti apposta per le chiacchiere delle riviste patinate. Due impresentabili, a dirla tutta: entrambi con un passato su cui Novella 2000 può scrivere un’enciclopedia lasciando a Chi le appendici. Harry è quello che ha fatto una serie di figuracce pessime, ubriaco, con la svastica, in compagnia di fanciulle poco bon ton; Megan è divorziata, ha dei fratelli per nulla carini che le stanno rovesciando addosso cattiverie a non finire, e un padre che si è venduto alla stampa per uno scoop da 100 mila dollari.
Fa un po’ sorridere che l’imponente macchina di Buckingham Palace cerchi di smacchiare i promessi sposi per presentarli encomiabili il giorno delle nozze. Verrebbe da dir loro: tranquilli, ogni matrimonio è proprio mettere tutta la nostra impresentabilità nelle mani di Dio. In ogni caso, tutto quello che lo staff tenterà di pulire ce lo ritroveremo da qui a Capodanno stampato su carta di bassa qualità e impilato sui tavolini del salone della nostra parrucchiera.

Noi stiamo a guardare. Io ho guardato; cioè non ho cambiato canale quando si parlava di loro. Ho seguito la loro storia con la leggerezza con cui ogni tanto mi chiedo se esistono i marziani, cose lontanissime e ininfluenti per il quotidiano. Però, devo ammettere che provo una certa tenerezza per Harry. Un episodio me lo ha reso d’un tratto vicino, in carne ossa e fragilità.
A proposito di sua madre, raccontò le ultime parole che si scambiarono. Lei era a Parigi e telefonò in Inghilterra per salutare i figli che erano in vacanza in non so quale residenza regale.

DAVID HARTLEY / Rex Features / East News

Giocavano così bene, Harry e William, che non volevano perdere tempo con lei al telefono; Harry tagliò corto: «Devo andare, William mi sta cercando». Ricordando quest’episodio in un’intervista, Harry ha abbassato lo sguardo e commentato: «Davvero queste rimarranno per sempre le ultime parole che ho detto alla mamma. Ma io non lo sapevo che erano le ultime».

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E d’un tratto chili e tonnellate di etichetta, gossip, celebrità, si sono frantumati: per un secondo ho visto un cuore vero dietro tutto.

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