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Identificata la ferita della lancia sulla Sacra Sindone di Torino e sul Sudario di Oviedo

SUDARIO OVIEDO SINDONE
Mostra "O Homem do Sudário"
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Sorprese e constatazioni sulla Sindone

Le scoperte vi raggiungono un numero e una varietà sorprendenti. Molti scienziati si sono lanciati in intensi e costosi studi sugli oggetti di Qumran.

La Frale ha annunciato che le misteriose scritte sulla Sindone verranno riprodotte per intero in un libro che sarà pubblicato a novembre da Il Mulino.

Probabilità che la Sacra Sindone sia un falso: una su 225 miliardi!

Quando era bambino e sentiva parlare della Sacra Sindone di Torino, il dottor Pierluigi Baima Bollone, professore di Medicina Legale presso l’Università di Torino, si entusiasmava.

Non immaginava che una commissione di esperti avrebbe dovuto avanzare l’ipotesi della presenza di tracce di siero sul Sacro Lino e che egli sarebbe stato il primo esperto di Patologia in grado di analizzarle.

È accaduto nel 1978, analizzando una dozzina di fili tratti dalla Sindone e una micro-crosta di frazioni di millimetri estratta da un’équipe di scienziati svizzeri.

“Così ho scoperto che si trattava di sangue umano, con tanto di gruppo sanguigno. E poi, con l’aiuto di alcuni specialisti di dna, anche alcune delle sue caratteristiche”, ha affermato il professore in un’intervista a Vatican Insider.

“Ero un giovane e pimpante medico legale che si interessava di microtracce: don Coero-Borga mi aveva chiesto se ero in grado di stabilire se le macchie sulla Sindone fossero davvero di sangue”, ha raccontato.

Il medico ha accettato la sfida e ha analizzato i campioni con il microscopio ottico e poi con un altro elettronico, arrivando a quella che definisce “meravigliosa scoperta”.

“È stato un momento che non potrò mai dimenticare. Ero con altri patologi nella biblioteca di Palazzo Reale che aveva le finestre oscurate da sacchi neri messi da noi. Il Lenzuolo era appoggiato su un lungo tavolo illuminato da una luce radente inclinata di 45 gradi per prelevare i frammenti di stoffa, noi stavamo seduti a turno su un trespolo. Quando è toccato a me, ho avuto l’impressione che l’immagine prendesse corpo. Era come se la vedessi in tre dimensioni, e ho pensato che i miei occhi mi stessero facendo un brutto scherzo”.

Pierluigi Baima Bollone, professore di Medicina Legale presso l’Università di Torino

Da allora, gli studi del professore sulla Sindone non si sono mai fermati.

“Con l’aiuto di Grazia Mattutino, una delle più importanti criminologhe, i miei studi vanno avanti”, ha spiegato. “Qualche tempo fa abbiamo individuato le particole d’oro e d’argento riferibili al reliquario che conteneva la Sindone durante l’incendio di Chambéry del 1532”.

“La Sindone è stata molto più di un semplice oggetto di studio. Oltre a contribuire alla mia formazione umana, ha condizionato favorevolmente tutta la mia successiva attività professionale”.

“L’educazione che ho ricevuto e il mio senso della spiritualità non hanno niente a che vedere con le convinzioni che ho sulla Sindone. Sono certo, per ragioni razionali e scientifiche, che quello di cui stiamo parlando sia il Lenzuolo con cui è stato avvolto Gesù Cristo duemila anni fa. Lo direi anche se fossi ateo. E tra i ricercatori che credono nella sua genuinità ci sono numerosi ebrei, protestanti e agnostici”.

A chi dice che si tratti di un falso, il professor Bollone direbbe “di rimanere nelle sue convinzioni, ma che si sta sbagliando, enunciandogli dettagliatamente tutte le ragioni che fanno propendere per la sua assoluta veridicità. Anche perché il calcolo delle probabilità parla di una possibilità su 225 miliardi che la Sindone sia falsa”.

“Tutto coincide perfettamente con i Vangeli”

“Ecce Homo”, disse Pilato alla folla che chiedeva la morte di Gesù

“L’Uomo della Sindone ha subito una terribile flagellazione che non era il normale preludio alla crocifissione”, ha spiegato l’esperta Emanuela Marinelli a Vatican Insider.

La dottoressa Marinelli, del Centro Romano di Sindonologia, ha appena pubblicato insieme a Marco Fasol il libro Luce dal sepolcro. Indagine sull’autenticità della Sindone e dei Vangeli.

“È seguita una dolorosa coronazione con un casco di spine, fatto unico nella storia e inventato dai soldati per dileggiare il Re dei Giudei. Poi il faticoso trasporto del patibulum (la trave orizzontale della croce), le tragiche cadute lungo la strada, lo strazio dei chiodi della crocifissione conficcati nei polsi e nei piedi senza alcun sostegno, lo sfregio del colpo di lancia post-mortale. Tutto coincide perfettamente con la narrazione evangelica, anche l’avvolgimento per poche ore in una Sindone pregiata invece della sepoltura in una fossa comune, destino di tutti i crocifissi. Ne consegue che l’Uomo della Sindone può essere identificato: è Gesù di Nazareth”.

L’esperta ha parlato con tanta sicurezza che il giornalista ha insistito con i dubbi, ricevendo una risposta categorica.

Non le sembra rischioso affermare che la Sindone «conferma» i Vangeli?

FOTOGRAFIA

L’ultimo libro della dottoressa Emanuela Marinelli

“Non è rischioso”, ha risposto, “è doveroso, perché troppo spesso è stata messa in dubbio l’attendibilità dei racconti evangelici tentando di farli passare per allegorie, per narrazioni simboliche. Un esempio per tutti: il “sangue e acqua” che Giovanni vede uscire dalla ferita del costato. La Sindone conferma che da quello squarcio uscì sangue già parzialmente raggrumato e siero separato”.

Il giornalista di Vatican Insider, facendo proprio lo screditato test del Carbonio 14 che ha cercato di provare che la Sindone era una frode medievale, è tornato alla carica, ma la professoressa non si è arresa:

“Numerose obiezioni sono state mosse al risultato di questo test da parte di vari scienziati, che ritengono insoddisfacenti le modalità dell’operazione di prelievo e l’attendibilità del metodo per tessuti che hanno subito vicissitudini come quelle della Sindone. In particolare, nell’angolo da cui fu fatto il prelievo è presente cotone, prova di un rammendo da parte della suore clarisse di Chambéry dopo il terribile incendio che aveva danneggiato gravemente il lenzuolo nel 1532. Su questo argomento mi permetto di suggerire la lettura di un mio specifico articolo”.

Perché secondo lei la Sindone continua ad affascinare e attirare milioni di persone?”, ha chiesto infine il giornalista.

“La Sindone è un Vangelo scritto con il sangue stesso di Cristo”, ha affermato la dottoressa Marinelli.

“Perché la Sindone è un Vangelo scritto con il sangue stesso di Cristo e contemplare le sue piaghe, meditare sul suo amore per noi, non può lasciare indifferenti. È l’amore più grande, lo ricorda il motto stesso dell’Ostensione di quest’anno. Tutte le nostre sofferenze, tutti i nostri dolori sono spiegati e sublimati nelle sofferenze e nei dolori di Gesù, liberamente e volontariamente accettati per la nostra salvezza. È il mistero del nostro destino, che è un destino di amore. È questo che dà senso alla nostra vita”.

Inspiegabile immagine tridimensionale

Svanisce l’ipotesi di una falsificazione

Resta inspiegabile per le scienze umane la formazione dell’immagine di Gesù Cristo sulla Sacra Sindone di Torino.

Finora nessuno è riuscito a riprodurla in modo soddisfacente, ha spiegato a Vatican Insider il dottor Nello Balossino, professore di Informatica all’Università di Torino, vice-direttore del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino ed esperto in elaborazione di immagini.

La Sindone, ha rivelato, contiene “informazioni tridimensionali”.

Il professore ha chiarito che la formazione di un’immagine di tipo fotografico è prodotta da un’energia luminosa su una superficie sensibile come un film o un sensore digitale. In genere l’impressione è superficiale, per questo un negativo fotografico non possiede informazioni tridimensionali.

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