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Italia: il dramma della “violenza assistita”

PRZEMOC WOBEC DZIECKA
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Secondo “Save the Children” il fenomeno ha colpito in soli cinque anni 427.000 bambini

Nell’arco di soli cinque anni, cioè dal 2009 al 2014, 427.000 bambini o minori sono stati in Italia in un modo o nell’altro testimoni della violenza domestica esercitata nei confronti della loro madre: o direttamente, ovvero assistendo alle scene, o indirettamente, hanno visto cioè, ad esempio, i segni che la loro mamma presentava addosso o i mobili rotti e gli oggetti frantumati in casa. Ed è proprio per questo motivo che si parla di “violenza assistita”.

Questo è il preoccupante quadro che emerge dal nuovo dossier – basato su “inedite elaborazioni” realizzate dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) – presentato giovedì 5 luglio dalla nota ONG Save the Children, la quale celebrerà l’anno prossimo il suo primo centenario.

Si tratta del resto solo di una stima, perché “le fonti attualmente esistenti sono fonti plurime, frammentarie, carenti e persino non definite univocamente” e quelle di “tipo amministrativo – in ambito sanitario, giuridico e sociale – non sono ancora adeguate”, così si legge nel dossier, che cita la relazione finale della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, approvata il 6 febbraio scorso.

6.788.000 donne hanno subìto “qualche forma di violenza”

Leggendo il dossier, lungo quasi quaranta pagine, si scopre che 6.788.000 donne italiane, ovvero il 31,5% delle donne della fascia di età 16-70 anni, hanno subìto nella loro vita “una qualche forma di violenza fisica o sessuale”, nella stragrande maggioranza dei casi per mano dei “partner attuali o ex”.

Di queste quasi 6,8 milioni di donne, più di una su dieci ha temuto che “la propria vita e quella dei propri figli” fosse in pericolo, rivela il dossier. Mentre in quasi la metà dei casi (cioè il 48,5%) i minori hanno assistito direttamente ai maltrattamenti inflitti alle loro madri, in tre delle cinque macro-regioni italiane, ossia Nord-Ovest, Nord-Est e Sud, questa percentuale ha superato la soglia del 50%. Inoltre, nel 12,7% dei casi (cioè più di uno su dieci) i bambini stessi sono stati vittime dirette della violenza paterna.

Dai dati dell’Istat emerge inoltre che dal 2000 al 2016 il numero delle condanne definitive per maltrattamenti in famiglia è più che raddoppiato: da 1.320 nel 2000 a 2.923 nel 2016. Nel 94% dei casi queste sentenze sono state emesse nei confronti di uomini, appartenenti in più di un caso su due alla fascia di età 35-54 anni.

Più di 1,4 milioni di madri

Delle più di 1,4 milioni di madri che hanno subìto nell’arco della vita maltrattamenti in casa, così rivela la sintesi del dossier, più di 446.000 continuano a vivere con il loro aguzzino, e questo spesso per motivi economici. Sono inoltre 174.000 le mamme a dichiarare che i loro figli hanno “visto o subìto direttamente” le violenze.

“Si tratta, in particolare, di donne che nel 97% dei casi sono sposate, nel 71% sono italiane, nel 41% hanno tra i 30 e i 49 anni, nel 40% dei casi sono casalinghe e in quasi 4 casi su 10 (34%) hanno il diploma superiore”, si legge nella sintesi.

Delle 455.000 madri invece che non vivono più con l’ex compagno o marito violento e che hanno dichiarato che i figli hanno visto o persino subìto i maltrattamenti, sette su dieci risultano separate o divorziate, otto su dieci circa (il 79%) sono italiane e nel 42% dei casi hanno un’età che va dai 30 ai 49 anni. Quasi la metà (ossia il 46%) ha conseguito il diploma superiore e più di una su tre (il 34%) lavora ad esempio come dirigente, imprenditrice o libera professionista.

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