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Rifiuta la milizia islamica, fugge con la famiglia e trova l’abbraccio di Cristo

FILO SPINATO, RIFUGIATI, FAMIGLIA
Shutterstock
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Ahmed è musulmano e laureato in matematica, vive in Iraq con moglie e figli: rifiuta di arruolarsi per Hezbollah e così scappa, fino a Rodi dove incontra i francescani e si converte

L’università, il lavoro con una compagnia americana e il rifiuto di aderire alla milizia islamica. Quindi la fuga dall’Iraq alla Turchia a Rodi, per la libertà. E poi l’incontro con Fra Luke Gregory, l’aiuto di Associazione pro Terra Sancta e il cammino verso la conversione insieme ai francescani della Custodia di Terra Santa. La storia di Ahmed e della sua bellissima famiglia.

Ahmed è nato nella provincia di Babilonia in Iraq, nel 1984. Dal 2006 ha studiato matematica all’università dove ha conosciuto Ameena, la sua futura moglie. L’anno dopo si sono sposati e sono arrivati i primi due figli Fatma e Hassan.
Sin dai tempi dell’università Ahmed, musulmano dalla nascita, ha sempre sentito una forte attrazione per il cristianesimo. Il dialogo libero e sincero con alcuni amici cristiani in università e con il vicino cattolico, non hanno che accresciuto in lui questo grande desiderio, un desiderio che anche sua moglie e la sua famiglia hanno sempre condiviso. La sua grande apertura e il suo lavoro presso una compagnia petrolifera americana sono però tra i motivi principali per cui lui sarà poi costretto a fuggire.

Inoltre da subito, Ahmed rifiuta di aderire a Hezbollah e questo infastidisce parecchio i fanatici islamici della zona che, sapendo del suo lavoro per la compagnia americana, chiedono l’assurda somma di 50.000 dollari.
Nel giro di pochi mesi le pressioni e le minacce aumentano: spesso Ahmed e sua moglie si sentono seguiti e osservati. Lui è costretto a scappare verso Samawah, una città situata a metà strada tra Baghdad e Bassora, a circa 150 chilometri dalla sua città natale. Sua moglie invece si rifugia a casa dei genitori. Intanto lui contatta l’ambasciata americana per chiedere un visto per lasciare il Paese, ma non può ottenerlo prima delle dovute verifiche e il tempo a disposizione è poco. Anche perché nel 2017 i miliziani tentano di rapire sua figlia.

FUCILE, IRAQ, GUERRA
Shutterstock

Sono costretti a lasciare il Paese subito con destinazione Ankara, Turchia. Da qui si spostano in uno dei moltissimi campi di rifugiati delle Nazioni Unite nel Paese, dove rimanere tranquilli per un po’ e decidere con calma gli spostamenti futuri.

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