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Il Papa che insegna il gusto di mangiare insieme senza cellulare e televisione

AFP PHOTO / OSSERVATORE ROMANO
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Aleteia ha parlato con Roberto Alborghetti, autore del libro “A Tavola con Papa Francesco. Il Cibo nella Vita di Jorge Mario Bergoglio”

“Una famiglia che non mangia quasi mai insieme, o in cui a tavola non si parla ma si guarda la televisione, o lo smartphone, è una famiglia poco famiglia”, ha detto il Papa nell’udienza generale dell’11 novembre 2015, e ogni volta che ne ha la possibilità insiste su questo punto. Dagli anni Settanta, del resto, Francesco per un voto alla Madonna non guarda la televisione.

Roberto Alborghetti ha scritto un libro che traccia un profilo inedito di Jorge Mario Bergoglio, che non rifiutava quasi mai un invito delle suore o dei parrocchiani a Buenos Aires per mangiare la bagna cauda, ricetta dei suoi antenati italiani, o divideva il cibo con i giornalisti quando non bastava per tutti ed emulava scherzando il senso della moltiplicazione dei pani e dei pesci dei Vangeli.

La pastorale di Papa Francesco passa anche per la condivisione di un piatto con il povero, il migrante e l’estraneo conosciuto lungo il cammino. Significa anche “portare le periferie a tavola” e “mettere le persone in condizioni di avere qualcosa da mangiare”, applicando al contempo “la cultura dell’incontro”, ha spiegato Alborghetti.

Nell’augurio di “Buon pranzo” “c’è il mondo di Francesco”. Il saluto domenicale dopo l’Angelus è ormai una tradizione, “una specie di finestra sull’ambiente festivo”, costruito nell’immaginario di “famiglie che preparano e cucinano”.

“Il pasto è un modo importante di condividere, di trasmettere idee, emozioni, sentimenti, discorsi”, il tutto in base alla “visione (del Papa) di una Chiesa fatta di relazioni tra persone”, ha aggiunto l’autore.

Nel testo, ricco di aneddoti, si mostra come l’agenda di questo pontificato passi anche per la tavola. La Casa Santa Marta, la residenza in cui vive il Papa in Vaticano, è diventata “uno spazio aperto all’ospitalità, di contatto con la gente che vi arriva ogni giorno”.

Alborghetti ha segnalato come aspetto forte del pontificato il fatto che “Francesco condivida il cibo nella sala da pranzo per i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e gli ospiti laici”, diremmo in un atteggiamento comunitario di sana socializzazione per nutrire lo spirito e il carattere.

“Papa Francesco non ha un menù speciale, nessuno gli prepara cose esclusive, ‘mangia quello che passa il convento’, come dice un detto popolare. Si adatta alla sobrietà dei piatti, che sono semplici”.

Il pastore si confonde quindi tra le pecore anche per mangiare. “Il Papa fa la fila (come tutti), prende il vassoio, si serve con quello che si mangia quel giorno e si siede al primo posto libero che trova. Non ha un posto riservato”, ha aggiunto il giornalista.

Nella sala da pranzo di Santa Marta c’è un universo vivo di relazioni, perché Bergoglio applica la cultura dell’incontro che passa anche per la condivisione del cibo, come ha fatto con leader e rappresentanti di altre religioni.

Alborghetti racconta che il Papa di tanto in tanto compie delle visite a sorpresa ai suoi amici della Curia argentini che vivono in Vaticano per prendere insieme un mate o un caffè.

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