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Come e con chi devono celebrare la Prima Comunione i figli di genitori divorziati?

FIRST COMMUNION
Shutt2016 - Shutterstock
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Non è facile riunire la famiglia spezzata di un bambino, ma ci sono criteri che aiutano a far sì che sia il suo giorno più speciale

Negli ultimi anni della sua vita, qualcuno chiese a Napoleone quale fosse stato il suo giorno più felice. Senza esitare, colui che era diventato imperatore di Francia rispose che il giorno in cui aveva provato la gioia più grande era stato quello della sua Prima Comunione.

Per molti bambini e molte bambine, la Prima Comunione è una data molto speciale del calendario, e le loro famiglie fanno di tutto perché sia un giorno indimenticabile.

Come riuscirci, però, quando i genitori del bambino o della bambina sono separati o divorziati? È chiaro che l’ideale è una famiglia unita, ma per quante famiglie per varie ragioni, a volte dolorose, non è possibile!

Non è facile, ma non è neanche impossibile. Si tratta di un giorno pieno di emozioni e ricordi, ma bisogna saperli incanalare perché prevalga l’amore nei confronti del figlio. Ecco qualche suggerimento:

1. L’aspetto più importante del giorno della Prima Comunione è che il bambino riceverà il sacramento dell’Eucaristia, non i regali, né le parole, né la festa né il vestito.

2. Anche se i genitori non vivono più insieme, continuano ad avere una missione in comune: essere genitori, e questo li unisce. Ricordare questo fatto permetterà loro di passare sopra le questioni personali e di agire a favore del figlio o della figlia.

3. Ciò implica responsabilità (anche economica) da entrambe le parti: vestito, fiori in chiesa… E anche pazienza, mordersi la lingua se serve, preparare i familiari di entrambe le parti perché nessuno usi quel giorno come campo di battaglia…

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