Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Il Festival di Cannes applaude il film di Wim Wenders su Papa Francesco

POPE WENDERS
Arturo Delle Donne
Condividi

Presentato il 13 maggio il lungometraggio “Un uomo di parola”

Con quali occhi vede uno dei registi più importanti della Germania il pontificato del primo Papa latinoamericano della storia?

Questa domanda gravitava nel subconscio del pubblico che ha gremito il 13 maggio la sala in cui è stato proiettato il film di Wim Wenders Pope Francis, A Man of His Word (Papa Francesco, un uomo di parola) nel contesto della 71ma edizione del Festival Internazionale del Cinema di Cannes (Francia).

Il lungometraggio di un’ora e 36 minuti, prodotto con l’aiuto della Santa Sede, non vuole essere una biografia di Jorge Mario Bergoglio, e men che meno un’esegesi ufficiale del suo pontificato.

“Non è un film su di lui, è un film con lui”, ha spiegato ad Aleteia.org Wim Wenders, premiato al Festival di Cannes in tre occasioni, la più ricordata delle quali per un classico del cinema, Le ali del desiderio.

Il documentario è stato realizzato grazie alla disponibilità di Jorge Mario Bergoglio a rispondere davanti alle telecamere alle domande poste dal regista in quattro interviste.

Sembrerebbe che Wenders, con i suoi primi piani del volto del Papa, voglia mettere il suo pubblico davanti a Francesco in una specie di “faccia a faccia”, un incontro privato con il Pontefice.

Le conversazioni di questo incontro ruotano intorno ai grandi problemi relativi al bene comune dell’umanità: l’importanza della spiritualità, della famiglia, del lavoro, di una casa, la necessità di riconciliarsi con la propria morte, “perché non siamo macchine”…

Il Papa riformula preoccupazioni espresse da quando è stato eletto successore di Pietro: “la globalizzazione dell’indifferenza”, la distribuzione diseguale della ricchezza, l’accoglienza cristiana agli immigrati…

Il documentario permette anche di rivivere dei momenti chiave di questo pontificato: l’enciclica Laudato si’, sulle questioni ecologiche, il discorso alle Nazioni Unite in cui ha chiesto ai dirigenti del pianeta di sottoporsi a un rigoroso esame di coscienza, il viaggio in Terra Santa, la visita ai rifugiati a Lesbo e ai poveri della favelas di Rio de Janeiro

Laudato si’, sulle questioni ecologiche, il discorso alle Nazioni Unite in cui ha chiesto ai dirigenti del pianeta di sottoporsi a un rigoroso esame di coscienza, il viaggio in Terra Santa, la visita ai rifugiati a Lesbo e ai poveri della favelas di Rio de Janeiro…

Papa Francesco, un uomo di parola uscirà il 18 maggio in 300 sale cinematografiche degli Stati Uniti e il 14 giugno in Germania, mentre gli altri Paesi dovranno aspettare la fine dell’estate.

Quando era ancora in corso la produzione della pellicola, Wenders ha spiegato che Papa Francesco è “l’esempio vivente di un uomo che si batte per ciò che dice”. Da questo è nata la motivazione per affrontare un’impresa tanto audace per un regista cinematografico.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni