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E se mi prendo una cotta per qualcuno che non è mio marito o il fidanzato?

DONNA, PENSARE, RELAX
Shutterstock
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Capita senz'altro. Spetta a noi lasciarci trascinare o farne un'occasione in più per guardare con stupore la fecondità, e la felicità, che solo un rapporto fedele porta in dono

C’è un bellissimo dipinto di Andrew Wyeth che è solo apparentemente inanimato: è una finestra aperta le cui tendine leggerissime e quasi trasparenti si sollevano per il vento che entra nella stanza, fuori un panorama luminoso. Non c’è immagine più azzeccata per descrivere l’anima umana, che è questa attesa perennemente spalancata al giorno e che vola quando la brezza di qualcosa di nuovo, fresco, bello la colpisce.

WYETH, VENTO, FINESTRA
Irina |Flickr

L’Amore è una chiamata

«L’anima vola, le basta solo un po’ d’aria nuova» canta Elisa. Siamo fatti di attesa, perché siamo fatti di speranza. La porta del nostro io è – o dovrebbe essere – sempre aperta, o semi-aperta, al vento che soffia nel mondo, perché quel vento è anche lo Spirito. Tutti i nostri sensi (occhi, orecchie, bocca, mani, naso) sono proiettati all’esterno, ogni nostra fibra è un proiettarsi ad accogliere qualcosa che «manca» al nostro intimo. Saremo sempre fatti di nostalgia, finché non saremo in Paradiso.

Forse ho esordito in modo troppo poetico, ma mi pareva l’unico sensato per introdurre un tema che rischia di essere guardato o con malizia o con bigottismo. Di recente l’Huffington Post ha proposto un tema si suoi lettori: se e quando sia concesso prendersi una cotta, anche se si ha una relazione stabile o si sia sposati.
È un articolo molto approfondito in cui sono riportati i consigli e pareri di esperti mondiali, e sono largamente condivisibili; come questo dello psicologo di Pasadena Ryan Howes:

Far parte di una coppia non significa smettere improvvisamente d’incontrare o notare persone affascinanti.

Proviamo di andare alla radice di questa constatazione. La coppia di fidanzati o sposata non è una gabbia senza contatti con l’esterno.  Fosse così sarebbe l’opposto dell’amore. Per cui quanto alla dinamica dell’attrazione, non ci si limita alle persone affascinanti: ciascuno di noi non smetterà mai, si spera, di subire per intero il fascino del mondo, perché quel «vento» è una chiamata; alla radice, ogni fiato di bellezza è la voce del creatore che ci interpella.

Perciò, innanzitutto, se dovesse capitare – e capita! – di subire il fascino di una persona che non è nostro marito o il nostro fidanzato, il primo modo per non idolatrare l’episodio, e lo si idolatra con un’eccessivo rimuginare sulla paura di «essere peccatori», è dargli il posto che gli spetta: Amore muove il mondo, cantò Dante, il disegno della Creazione è un’attrazione eterna, è nella nostra natura essere predisposti a raccogliere i segni del Bene che ci parla attraverso il bello, lo stupefacente, il giusto. Sì, ok. Ma a cosa mi chiamano questi segni? Ecco il punto.
L’Amore, che è il più «violento» dei sentimenti (s’innesta con un’irruenza radicale e totalizzante), è sempre stato immaginato come una forza esterna alla persona: era Cupido a tirare frecce. L’uomo ragionevole ha sempre percepito che Amore non è sotto il comando umano, ma «accade», ti piomba addosso. Proprio perché è una chiamata con cui la nostra libertà deve cimentarsi.

COUPLE
goodluz - Shutterstock

Paolo e Francesca non erano felici

Tocca sbattere sempre e solo contro questo grande e terribile mistero: la libertà.
Se ci capita o se ci capiterà di notare che lievita in noi l’interesse per una persona diversa dal fidanzato o marito, ci sta che si attraversi la fase dei sensi di colpa: «Perché gli ho messo gli occhi addosso?» – «Sono una traditrice?» – «Quindi non gli voglio più bene?». Risolvere a tu per tu questi dubbi è la cosa peggiore da fare; in questi casi l’io è il peggior consigliere e rischia di travisare comportamenti sciocchi percependoli come esagerati e comportamenti effettivamente esagerati percependoli come sciocchezze.

Un punto di vista esterno è necessario. Ciascuno conosce se stesso e sa quale persona nel suo raggio di conoscenze sia quelle più adatta per confrontarsi; tutto può essere utile, l’amica, il parroco, lo psicologo.

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