Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Il punto sulla situazione di Alfie Evans

POPE FRANCIS - ALFIE EVANS
Pope Francis | Antoine Mekary | ALETEIA - Alfie Evans | @Alfiesarmy16 | Twitter
Condividi

Respira in maniera autonoma, forse tornerà a casa ma - per ora - non in Italia

Aggiornamento delle 15:00 (da Giovanni Marcotullio, inviato di Aleteia a Liverpool): abbiamo incontrato i nonni di Alfie, ossia i due genitori di Thomas. Alla nostra domanda su come stia il nipotino che degli uomini potenti vorrebbero morto hanno risposto con un solare: «Sta bene! Respira da solo, ormai da 18 ore… Sì, ha qualche dolore al petto e bisogna assisterlo, ma sta bene». Ecco una notizia che può rinfrancare le domande di quanti (moltissimi) in queste ore ci hanno scritto e ci scrivono. La situazione resta diplomaticamente delicatissima, ma il quadro clinico è molto meno preoccupante di quanto sperassero i fautori della condanna a morte. In effetti, detta situazione può risolversi o degenerare proprio in ragione di questo preciso elemento. Il giudice ha comunque escluso la possibilità di un trasferimento in Italia.


Al piccolo Alfie Evans è stata concessa la mascherina con l’ossigeno per respirare meglio, ma non è più attaccato alle macchine dalle 22:30 di ieri sera (ora locale) e nel frattempo viene idratato. L’equipe dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma è pronta per partire per Liverpool con un aereo fornito dal ministero della Difesa, notizia confermata dalla Presidente del nosocomio, Marinella Enoc ai microfoni di Radio 24 dove ha aggiunto:  “Ho parlato poco fa con Thomas, il padre di Alfie. In questo momento Alfie ha la mascherina per l’ossigeno però c’è bisogno di trasportarlo. Poco fa ho parlato con l’ambasciatore (italiano a Londra, ndr.) Trombetta a cui ho detto che l’equipe del Bambino Gesù è allertata e pronta a partire in pochi minuti. Il ministro Pinotti si sta attivando per dare l’aereo. La situazione va risolta in pochi minuti” (Quotidiano.net). 

Senza dietrologie ma è evidente che c’è una qualche sinergia istituzionale tra la Santa Sede e il Governo Italiano che, nei fatti, ha mobilitato tre ministri di peso prima per conferire d’urgenza la cittadinanza (Esteri e Interno) e ora per il trasporto (Difesa) per portare in salvo il piccolo Evans in un ospedale che oltre ad essere una eccellenza internazionale è anche di proprietà (e di territorialità) della Santa Sede.

La ripresa di una respirazione autonoma è un esito molto diverso da quanto preventivato dai medici dell’Ospedale Alder Hey, convinti che potesse sopravvivere solo qualche decina di minuti.  Per la madre Kate è la dimostrazione che “questi dottori hanno torto”. Tesi ribadita dal padre Tom che al programma tv Good Morning Britain ha raccontato:

“Per 9 ore Alfie ha respirato da solo. E’ arrivato un momento in cui Kate si è proprio addormentata accanto a lui. Stiamo controllando i suoi livelli. Il suo livello di ossigeno è inferiore a 70 perché sta faticando”. Evans ha anche ripercorso il momento in cui la situazione si è sbloccata: “Mi sono messo a sedere con i medici e ho detto che questo stava diventando un crimine. Affamarlo di cibo e idratazione, potenzialmente di ossigeno. Così mi sono seduto con i dottori. Abbiamo avuto un incontro di circa 40 minuti e hanno detto di sapere che ho ragione e avevo sempre avuto ragione. Non sta nemmeno soffrendo” (Fatto Quotidiano).

 

 

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.