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Il punto sulla situazione di Alfie Evans

POPE FRANCIS - ALFIE EVANS
Pope Francis | Antoine Mekary | ALETEIA - Alfie Evans | @Alfiesarmy16 | Twitter
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Respira in maniera autonoma, forse tornerà a casa ma - per ora - non in Italia

Aggiornamento delle 15:00 (da Giovanni Marcotullio, inviato di Aleteia a Liverpool): abbiamo incontrato i nonni di Alfie, ossia i due genitori di Thomas. Alla nostra domanda su come stia il nipotino che degli uomini potenti vorrebbero morto hanno risposto con un solare: «Sta bene! Respira da solo, ormai da 18 ore… Sì, ha qualche dolore al petto e bisogna assisterlo, ma sta bene». Ecco una notizia che può rinfrancare le domande di quanti (moltissimi) in queste ore ci hanno scritto e ci scrivono. La situazione resta diplomaticamente delicatissima, ma il quadro clinico è molto meno preoccupante di quanto sperassero i fautori della condanna a morte. In effetti, detta situazione può risolversi o degenerare proprio in ragione di questo preciso elemento. Il giudice ha comunque escluso la possibilità di un trasferimento in Italia.


Al piccolo Alfie Evans è stata concessa la mascherina con l’ossigeno per respirare meglio, ma non è più attaccato alle macchine dalle 22:30 di ieri sera (ora locale) e nel frattempo viene idratato. L’equipe dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma è pronta per partire per Liverpool con un aereo fornito dal ministero della Difesa, notizia confermata dalla Presidente del nosocomio, Marinella Enoc ai microfoni di Radio 24 dove ha aggiunto:  “Ho parlato poco fa con Thomas, il padre di Alfie. In questo momento Alfie ha la mascherina per l’ossigeno però c’è bisogno di trasportarlo. Poco fa ho parlato con l’ambasciatore (italiano a Londra, ndr.) Trombetta a cui ho detto che l’equipe del Bambino Gesù è allertata e pronta a partire in pochi minuti. Il ministro Pinotti si sta attivando per dare l’aereo. La situazione va risolta in pochi minuti” (Quotidiano.net). 

Senza dietrologie ma è evidente che c’è una qualche sinergia istituzionale tra la Santa Sede e il Governo Italiano che, nei fatti, ha mobilitato tre ministri di peso prima per conferire d’urgenza la cittadinanza (Esteri e Interno) e ora per il trasporto (Difesa) per portare in salvo il piccolo Evans in un ospedale che oltre ad essere una eccellenza internazionale è anche di proprietà (e di territorialità) della Santa Sede.

La ripresa di una respirazione autonoma è un esito molto diverso da quanto preventivato dai medici dell’Ospedale Alder Hey, convinti che potesse sopravvivere solo qualche decina di minuti.  Per la madre Kate è la dimostrazione che “questi dottori hanno torto”. Tesi ribadita dal padre Tom che al programma tv Good Morning Britain ha raccontato:

“Per 9 ore Alfie ha respirato da solo. E’ arrivato un momento in cui Kate si è proprio addormentata accanto a lui. Stiamo controllando i suoi livelli. Il suo livello di ossigeno è inferiore a 70 perché sta faticando”. Evans ha anche ripercorso il momento in cui la situazione si è sbloccata: “Mi sono messo a sedere con i medici e ho detto che questo stava diventando un crimine. Affamarlo di cibo e idratazione, potenzialmente di ossigeno. Così mi sono seduto con i dottori. Abbiamo avuto un incontro di circa 40 minuti e hanno detto di sapere che ho ragione e avevo sempre avuto ragione. Non sta nemmeno soffrendo” (Fatto Quotidiano).

 

 

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