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Quando Don Tonino Bello, malato di cancro, andò a Sarajevo a chiedere la pace

© DR
PACIFISTA
"Occorre forse una rivoluzione di mentalità per capire che la pace non e' un dato, ma una conquista.
Non un bene di consumo, ma il prodotto di un impegno. Non un nastro di partenza, ma uno striscione di arrivo. La pace richiede lotta, sofferenza, tenacia. Esige alti costi di incomprensione e di sacrificio.
Rifiuta la tentazione del godimento. Non tollera atteggiamenti sedentari. Non annulla la conflittualità. Non ha molto da spartire con la banale vita pacifica".
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Gli aneddoti raccontati dai suoi familiari e dai collaboratori più stretti trasmettono brividi. Il 20 aprile l'omaggio di Papa Francesco nella sua Molfetta e l'annuncio della beatificazione

E’ arrivato il giorno di Don Tonino Bello. Il 20 aprile Papa Francesco è a Molfetta per una visita pastorale sui luoghi in cui ha vissuto l’ormai prossimo beato pugliese, vescovo della gente, sacerdote che amava scavare in quelle “periferie esistenziali” tanto care a Bergoglio.

La grande croce di Don Tonino

La celebrazione si svolge in mattinata nella cittadina in provincia di Bari, su un palco circolare per favorire una migliore partecipazione agli oltre 30mila presenti attesi. Sullo sfondo del palco campeggerà una grande croce in acciaio che riproduce il crocifisso stilizzato della croce pettorale di Don Tonino. Come sede per il Santo Padre è stata scelta la cattedra in legno che si trova nella Concattedrale di Ruvo. L’altare e l’ambone sono stati realizzati da due giovani di Molfetta.

Il fiore alla Madonna dei Martiri

Accanto all’ambone arderà il cero simbolo di Cristo Risorto. Sull’altro lato, invece, sarà collocata la statua della Madonna dei Martiri realizzata dal Verzella e presso la quale Papa Francesco porrà un fiore d’oro realizzato attraverso la fusione di alcuni ex voto conservati dai frati» (Molfetta Viva, 17 aprile).

Don Tonino Bello è uno di quei sacerdoti che hanno lasciato un segno indelebile tra i suoi fedeli di Molfetta, e anche tra quelli che lo hanno semplicemente conosciuto o ascoltato.

La straordinaria “carica profetica”

Ricorda ad Agensir (19 aprile) il segretario Gianni Fiorentino:

«Penso alla straordinaria esperienza degli incontri di Quaresima e di Avvento che viveva con i giovani. La Cattedrale si riempiva per ascoltare le sue parole vibranti. Era in quelle occasioni che toccavamo tutti con mano il suo cuore contemplativo e la sorgente della sua carica profetica, della sua passione per la giustizia, del suo impegno per la pace. Perché la preghiera quando è autentica ci umanizza di più, ma soprattutto non ti avvicina soltanto a Dio, ma anche agli uomini e ai suoi drammi».

“Questo papa la pensa come lui”

«Sono sicuro che Tonino è contento di questa visita, contento per la gente, contento per la Chiesa per la quale stravedeva. Contento perché questo Papa la pensa come lui», dice a Famiglia Cristiana (19 aprile) Trifone Bello, fratello di Don Tonino.

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