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Facebook si scusa per aver bloccato l’immagine di Gesù sulla croce

REJECTED
Franciscan University of Steubenville
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Si trattava di un annuncio con un'“immagine scioccante ed eccessivamente violenta”

Ci sarà qualche altro motivo?

Ci sono sicuramente errori ed errori, e questo è stato senz’altro intenzionale, perché lo stesso protavoce di Facebook ha riconosciuto che “questa immagine non viola le nostre politiche pubblicitarie. Ci scusiamo per l’errore e abbiamo già informato il mittente del fatto che abbiamo approvato il suo annuncio”.

Quest’ultimo è stato approvato ufficialmente lunedì, dopo la fine della Settimana Santa, ma resta il dubbio sul motivo della cancellazione il giorno stesso in cui la cristianità ricorda la morte di Gesù sulla croce.

Come ha detto Crowe alla catena di notizie statunitense, “Facebook ha approvato altri annunci con la stessissima immagine, il che mi porta a pensare che non si sia trattato di un algoritmo, ma di un impiegato di basso livello che (lascia passare) molti, molti annunci e finisce per avere qualcosa di personale contro questo”.

Un momento di insegnamento

“Ribadisco che non reclamo un’intolleranza religiosa sistematica su Facebook, ma in questo caso sembra che sia successo qualcosa in una situazione specifica”, ha sottolineato il rappresentante delle reti e della comunicazione digitale dell’Università di Steubenville.

Crowe ha definito il rifiuto un “momento di insegnamento” e un promemoria per tutti, e ha scritto un articolo pubblicato sul sito web dell’università e intitolato “È stato rifiutato” – il modo in cui l’umanità reagisce all’idea che Dio si sia umiliato fino alla morte di croce.

“È sensazionale, è forte”, ha scritto. “È possibile solo per via della violenza eccessiva che ha sopportato per noi”. Crowe ha quindi assunto una linea evangelizzatrice prendendo l’incidente come un’occasione per riflettere: “Spero che la gente torni a guardare la croce e veda ciò che Dio ha fatto per noi, e si promuova un ritorno alla fede o una ricerca su questa cosa strana chiamata cristianesimo”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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