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Il Papa: contempla la tomba vuota, non avere paura, segui Gesù

POPE FRANCIS,EASTER
Andreas Solarus | AFP
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L'omelia nella Veglia pasquale: celebrare la Pasqua “significa credere nuovamente che Dio irrompe e non cessa di irrompere nelle nostre storie”

di Amedeo Lomonaco

E’ la notte del silenzio. L’oscurità, avvolta dal freddo che l’accompagna, riempie “il peso del silenzio davanti alla morte del Signore”. Un silenzio in cui ognuno di noi “può riconoscersi e che cala profondo nelle fenditure del cuore del discepolo che dinanzi alla croce rimane senza parole”. Ma è anche il preludio del più grande annuncio della storia: “Cristo è risorto”. E’ attraverso questo chiaroscuro che si snoda, nella Basilica San Pietro, l’omelia di Papa Francesco per la Veglia pasquale. Tra i momenti centrali della celebrazione, la benedizione del fuoco nell’atrio, la processione con il cero pasquale e la Messa con il battesimo di otto adulti.

Il discepolo di oggi paralizzato di fronte a tante ingiustizie

“Sono le ore – ricorda il Papa – del discepolo ammutolito di fronte al dolore generato dalla morte di Gesù”. Di fronte alle calunnie e alla falsa testimonianza subite dal loro Maestro, “i discepoli hanno taciuto”. “Lo hanno rinnegato, si sono nascosti, sono fuggiti, sono stati zitti”.

E’ la notte del silenzio del discepolo che si trova intirizzito e paralizzato, senza sapere dove andare di fronte a tante situazioni dolorose che lo opprimono e lo circondano. E’ il discepolo di oggi, ammutolito davanti a una realtà che gli si impone facendogli sentire e, ciò che è peggio, credere che non si può fare nulla per vincere tante ingiustizie che vivono nella loro carne tanti nostri fratelli.

 

Non farsi schiacciare dalla routine

E’ un disorientamento, quello che si sperimenta anche oggi, alimentato dalle abitudini, da presunte convenienze:

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