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Piero Angela: rendo omaggio a mia moglie. Senza di lei non avrei fatto nulla (VIDEO)

PIERO ANGELA
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Volto familiare a milioni di telespettatori italiani, divulgatore scientifico di successo, è famoso come anche come padre di Alberto. In questa intervista sottolinea con calore il suo essere marito: grato e devoto

All’interno dell’evento Libri Come Festa del libro e della letteratura  ha avuto spazio Piero Angela in ragione della sua lunghissima e prolifica carriera non solo in TV ma come autore di libri. Il video a firma Cristina Pantaleoni inizia con il riferimento ai trentotto libri che ha pubblicato e prima ha dovuto scrivere, l’ospite. Sta presentando l’ultimo: Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute, edito da Mondadori.

La prima riflessione che fa è sul tempo necessario alla ricerca, elaborazione e stesura di queste opere. Per darli alle stampe ha dovuto sacrificare non solo il suo tempo e le sue possibilità di svago ma anche quelle della moglie. Si arresta e apre, solennemente, una parentesi. Dentro quella omaggia la consorte. “C’é  ma è qui in incognito”, spiega. E aggiunge che non ha mai voluto farsi fotografare. Sarebbe bastato lui, osservava lei, poi si è aggiunto anche il figlio Alberto…

L’interlocutore, Marino Sinibaldi sceglie quel momento per aprire la bottiglietta d’acqua, versarsela e berla. Certo, un bisogno primario è pur sempre primario.

Il Signor Angela si riferisce alla moglie con pudore cavalleresco, quasi. Sta per dire che era bellissima, pare di intuire, poi ripiega su “è stato un colpo di fulmine”, espressione che accompagna con suoni e gesti: le saette che dagli occhi arrivano ai cuori. “Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira” sembra pensare in prosa. A cosa vuole rendere omaggio? Alla sua bellezza, all’amore che pare non essere scemato, alla famiglia che hanno costruito insieme, credo. Al tanto che non sappiamo e che non potremo sapere mai, come di nessuna coppia.

Ma soprattutto alla scelta che compì lei, liberamente, di sacrificare la nascente carriera artistica (“era una danzatrice alla Scala”, racconta il marito. E, a detta dei maestri, avrebbe certamente avuto un eccellente percorso) per lui, per loro, per la famiglia. E’ una santa, dice nel modo tipico dei mariti e delle mogli quando pensano a cosa hanno fatto sopportare al coniuge, quando gli anni alle spalle hanno due cifre e la prima non è più uno.

Lei, lo decise lei; lo seguì a Parigi e lasciò tutto. “Poi sono nati presto i figli e quindi la carriera è finita”.

Il pubblico applaude. Il giornalista si affretta a deglutire e a recitare l’antifona prevista per questo nuovo tempo liturgico moderno: “dispiace che abbia messo fine alla carriera”. Ma Angela aggiunge che proprio da lei ha avuto la possibilità di fare cose che da solo proprio non avrebbe potuto realizzare. Lo ha incoraggiato, sostenuto, criticato.

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