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Post voto: Ma i cattolici per chi hanno votato?

© Public Domain
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I sondaggisti sono concordi: i 5 Stelle è sostanzialmente il primo partito anche tra i cattolici

Il Movimento 5 stelle sfonda tra gli elettori esordienti, i ragazzi del 1999, ma anche tra casalinghe, piccoli imprenditori e nel mondo cattolico, mentre il Pd è primo tra gli anziani. Lo indica l’analisi del voto di alcuni segmenti sociali realizzata da Swg su un campione nazionale di 8mila elettori. Lo riporta l’Ansa (6 marzo):

Tra i diciottenni è stata massiccia la partecipazione alle consultazioni politiche: ha votato l’81%, una quota più alta dell’affluenza media complessiva che è stata del 73%. Il Movimento fondato da Beppe Grillo è stato scelto dal 43% di questi ragazzi, mentre il 19% ha optato per la Lega, il 13% per Forza Italia ed il 12% per il Pd. Gli anziani – l’affluenza in questo caso scende al 64% – si affidano invece al Pd, che è stato indicato dal 26% del campione; seguono M5S (22%), Forza Italia (20%) e Lega (16%). Le casalinghe hanno disertato in massa le urne: si è infatti astenuto ben il 41% delle intervistate. Tra chi ha votato, vince M5S (27%), che precede Lega (23%), Forza Italia (21%) e Pd (19%). Anche i piccoli imprenditori – soltanto il 19% si e’ astenuto – danno fiducia ai Cinquestelle (30%); seguono Lega (23%), Pd (15%) e Forza Italia (12%). Risultato analogo nel mondo cattolico (votanti al 70%), dove M5S (27%), stacca Pd e Forza Italia (entrambi al 20%) e la Lega (17%).

E’ un dato, quello della preferenza dei cattolici per il Movimento guidato da Luigi Di Maio confermato anche da altri autorevoli istituti demoscopici come Ipsos

«Il Pd ha un voto lievemente più elevato, stimato nell’ordine del 22,4% contro il 18,8% dell’elettorato globale alla Camera. Nel segmento del voto cattolico, rimangono prevalenti i movimenti definiti di carattere populista, dunque il M5s è il primo partito col 31% ovvero due punti circa sotto il livello nazionale. E un ottimo risultato lo ottiene anche la Lega, col 15,7%, anche se Forza Italia mantiene un buon consenso col 16,2%», conclude Comodo, «rispetto al 2013 abbiamo visto contrarsi il consenso per il Pd e crescere invece il consenso per i M5s e la Lega» (Lettera43, 7 marzo).

Ma anche per Ixé il dato è confermato: i cattolici tendono a votare in maniera omogenea al sentimento nazionale. Finita l’unità partitica dei cattolici negli anni ’90, i credenti si sono sparsi in maniera più o meno omogenea tra destra e sinistra prima e adesso anche verso i nuovi partiti. Naturalmente non sempre in maniera del tutto proporzionale.

Ixé/Huffington Post

In generale rispetto alla frequenza settimanale della messa, PD e 5 Stelle sono comunque i due partiti maggiormente votati secondo tutti gli istituti. Naturalmente i campioni sono spesso piccoli e quindi ci possono essere scostamenti tra un istituto di sondaggi e l’altro, ma la tendenza è chiara e probabilmente è traducibile così: l’idea di paese e di politica socioeconomica sono il principale motivo per cui si scelgono i partiti, solo una minoranza mette come primaria motivazione i temi etici o una generica “identità cattolica”. Formazioni esplicitamente cattoliche non hanno avuto alcun appeal per l’elettorato cattolico, nemmeno per quello più assiduo nella partecipazione alla messa. Lo conferma in un suo editoriale il politologo Alessandro Campi sul Messaggero:

Da quando poi la Dc è scomparsa l’idea stessa di un partito cattolico o di una unità politica dei cattolici è entrata definitiva in crisi, sostituita da una sorta di pluralismo nelle scelte di militanza e nelle preferenze di voto che però presupponeva pur sempre che il popolo dei credenti presi questi ultimi singolarmente o inseriti nelle loro strutture associative avesse una sua soggettività politica e una sua incidenza effettiva sulla scena pubblica nazionale.
Alla luce del recente risultato elettorale, considerando i partiti principali che alla fine hanno ottenuto seggi (e che rappresentano quasi il 90% dei voti), si ha invece l’impressione che nessuno di essi in vista del voto abbia agitato temi e argomenti che potessero far pensare che il mondo cattolico, nella sua complessa articolazione interna, rappresentasse per essi qualcosa come un interlocutore privilegiato o un’area socio-elettorale di riferimento, alla quale inviare messaggi specifici o da blandire in una qualche forma […]

In realtà, i cattolici in Italia i credenti come i praticanti sono una massa sociologica molto più vasta, probabilmente la maggioranza della popolazione (soprattutto nel Mezzogiorno). Solo che hanno votato, questa è almeno l’impressione, come se il loro essere cattolici o credenti non avesse (e non abbia più, rispetto al recente passato) alcuna relazione con la loro scelta politica e con le ragioni che l’hanno determinata. Si è scelto il M5S, la Lega, Forza Italia o Fratelli d’Italia (cioè i partiti che hanno raccolto quasi il 70% dei voti) sulla base innanzitutto di opzioni meramente soggettive e individuali, senza che dal mondo dell’associazionismo cattolico o dalle istituzioni vicine alla Chiesa venisse una qualunque indicazione positiva o preferenza verso queste formazioni

Può darsi che avere un elettorato in parte simile comporti la possibilità della nascita di un governo PD-5Stelle? Nulla è da escludere e questa mattina ci siamo svegliati con alcuni sondaggi che in qualche modo lo suggerirebbero, ma in questo caso saranno gli eletti e i capi partito dei vari schieramenti.

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