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È stato quest’uomo a scoprire il cardinal Bergoglio?

ANTONIO QUARRACCINO

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Esteban Pittaro - pubblicato il 06/03/18

Antonio Quarracino, imprescindibile nella storia della Chiesa in Argentina

Racconta un anziano gesuita che ha vissuto per anni con padre Jorge Bergoglio al Colegio Máximo che grazie alla sua funzione di rettore di questa casa di formazione della Compagnia di Gesù, quando era ancora giovane, vari vescovi conobbero padre Bergoglio.

Nel Máximo si formavano i futuri sacerdoti di molte diocesi e dovevano visitare spesso la struttura, nella quale si organizzavano attività con pubblico e oratori internazionali.

Tra quelli che in quegli anni hanno iniziato ad ascoltare padre Bergoglio c’era un vescovo argentino che aveva già molta esperienza nella Conferenza dell’Episcopato Latinoamericano (CELAM) e non era ancora stato designato per l’arcidiocesi primaziale dell’Argentina.

Alcuni biografi affermano che Antonio Quarracino constatò le doti pastorali di Bergoglio in un ritiro spirituale che il gesuita predicò a Córdoba nel 1988.

Due anni dopo Quarracino, allora arcivescovo di La Plata, venne designato arcivescovo di Buenos Aires. Poco tempo dopo chiese a Papa Giovanni Paolo II che Bergoglio, destinato a Córdoba, venisse nominato suo vescovo ausiliare.

Lo ordinò vescovo il 27 giugno 1992. Dopo cinque anni l’ausiliare venne nominato coadiutore, cosa impensabile per l’arcidiocesi primaziale argentina.

Spettò all’arcivescovo Bergoglio presiedere la Messa di corpo presente con cui ci si congedò dal cardinal Quarracino dopo la sua morte, avvenuta il 28 febbraio 1998.

Vi assistettero le più importanti autorità politiche del Paese: il Presidente Carlos Menem, il vicepresidente Carlos Ruckauf, tutti i ministri e il responsabile del governo della città – e in seguito Presidente – Fernando de la Rúa.

Nella sua omelia, quello che era diventato di recente l’arcivescovo Bergoglio (come coadiutore aveva assunto la diocesi subito dopo la morte di Quarracino) sottolineò il cuore misericordioso del suo predecessore.

Dieci anni dopo, celebrando la Messa in sua memoria, l’ormai cardinale Bergoglio evocò “colui che ha annunciato e testimoniato il Vangelo, e con il coraggio e la freschezza delle sue parole è stato un vero pastore che ha conservato con coraggio i valori”.

Quarracino era nato l’8 agosto 1923 a Salerno, ma viveva in Argentina da quando aveva 4 anni. Ordinato sacerdote a Luján a 22 anni, era stato designato vescovo di Nueve de Julio nel 1962, e poté partecipare a tutte le sessioni del Concilio Vaticano II.

Poi, prima di essere trasferito a Buenos Aires, fu vescovo di Avellaneda e arcivescovo di La Plata.

Se di Bergoglio si dice che spezza gli schemi ed elude il protocollo, si deve riconoscere che il suo predecessore a Buenos Aires è stato un maestro in questo, come nella formulazione di frasi forti, che in alcuni casi gli hanno fatto guadagnare più di un avversario.

I resti del cardinal Quarracino riposano da vent’anni ai piedi dell’immagine della Madonna di Luján nella cattedrale di Buenos Aires. Alcuni parlano di lui come dell’uomo che ha scoperto il cardinale Jorge Bergoglio.

Indipendentemente da questo, fatto dubbio visto che molti conoscevano già le doti pastorali di colui che oggi è Papa Francesco, è stato un uomo imprescindibile nella storia della Chiesa argentina.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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