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Stati Uniti: mamma in prigione per aver fatto battezzare clandestinamente la figlia

Marko Vombergar / Aleteia
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La bambina era stata affidata al padre e il fatto avrebbe violato un ordine legale sulle “decisioni relative alla religione”

In North Carolina (Stati Uniti), una mamma è finita dietro le sbarre per aver violato un ordine del tribunale sulle “decisioni relative alla religione” collegate alla custodia della figlia.

Kendra Stocks, di Charlotte, è ora reclusa nel carcere di Mecklenburg per aver fatto battezzare clandestinamente la figlia nell’agosto 2016, il giorno dopo che un giudice di Mecklenburg aveva affidato al padre la piena custodia della bambina, “includendo specificatamente le decisioni relative alla religione”.

Paul Schaaf ha saputo del Battesimo della figlia quando la Stocks ha postato su Facebook delle fotografie della cerimonia, e si è rivolto al tribunale.

Nel marzo scorso, il giudice Sean Smith ha ritenuto la Stocks colpevole di non aver avvertito Schaaf della cerimonia. La donna ha fatto ricorso, ma nei giorni scorsi la condanna originaria a 10 giorni di prigione è stata solo ridotta a 7.

La Stocks ha detto che sia lei che Schaaf sono cattolici praticanti e volevano che la bambina venisse battezzata e allevata nella fede cattolica, ma i documenti del tribunale parlano di un lungo disaccordo tra i genitori sulle questioni spirituali, che avrebbe fatto rimandare il Battesimo. La Stocks ha detto di non sapere a cosa si potrebbe riferire questo presunto disaccordo.

L’avvocato di Schaaf, Jonathan Feit, ha affermato che la punizione della Stocks deriva non dall’aver fatto battezzare la figlia, ma dall’aver ignorato la decisione del giudice.

Il legale della Stocks, Nadia Margherio, ha detto al giudice Smith che la donna non ha violato l’ordine perché entrambi i genitori avevano concordato di far battezzare la bambina e l’ordine del giudice non includeva “una chiara direttiva” che richiedeva che un genitore notificasse all’altro un eventuale Battesimo.

La bambina, di 4 anni, è nata a seguito di una relazione tra la Stocks e Schaaf durata sei mesi e terminata nel febbraio 2014. Due mesi dopo Schaaf ha chiesto la piena custodia, citando disaccordi cronici con la Stocks sui giorni delle visite e sulle vacanze e sull’assistenza medica della piccola. Un punto particolare della contesa era il rifiuto della Stocks di dare alla bambina anche il cognome di Schaaf.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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