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La malattia non la fa più parlare, ma è ancora un avvocato di successo

SARA AHLIN DOLJAK

LOJZE GRČMAN

Lojze Grčman - Aleteia Slovenia - pubblicato il 13/02/18

A volte è difficile accettare il cambiamento totale nel modo di guardare la vita e il mondo dopo una malattia…

Il peggioramento della mia condizione ha in realtà permesso il mio progresso. Prima di allora facevo attenzione molto raramente agli avvisi che mi mandava il corpo, non ascoltavo l’SOS della mia anima. Sono grata per il fatto di aver trovato il mio contatto interiore, la saggezza del cuore e l’amore incondizionato. Tutti questi cambiamenti sono una sorta di rinascita.

Come reagiscono alla tua condizione i tuoi clienti e i tuoi studenti?

Malgrado il peggioramento della mia malattia non ho perso alcun cliente o studente. Comunichiamo mediante e-mail e messaggi di testo. Quando ci incontriamo in ufficio uso la mia lavagna scrivi-e-cancella. Da quando ho il mio comunicatore vado a udienze e conferenze.

Chiedo in anticipo ai miei clienti se sono d’accordo con il mio modus operandi. Gli studenti sono piuttosto contenti dei dispositivi elettronici. Dal 2014 un collega mi aiuta con il lavoro d’ufficio.

E gli altri colleghi?

Gli altri colleghi mi esprimono grande sostegno attraverso messaggi ed e-mail. Alcuni sono venuti a trovarmi quando ero in ospedale. Se è necessario mi sostituiscono in tribunale. I miei colleghi di facoltà mi incoraggiano e mi includono nel processo lavorativo, in base alle mie capacità.

Mi rendo conto che è difficile vedere un avvocato sulla sedia a rotelle e senza voce. I clienti riescono a gestire la cosa meglio dei miei colleghi, ma i miei occhi e i miei documenti legali gridano “Sono sempre io! Sono qui!” Non sono stata lasciata sola con i miei pensieri, i miei sentimenti e le mie disabilità, anche se molti amici e colleghi si sono allontanati. Alcune amicizie si sono invece approfondite nei modi più straordinari.

Non ho costruito un muro intorno a me. Posso ancora sentire, sperimentare, valutare, confrontare le cose se necessario. Posso lasciarmi andare se è sicuro per me, e posso gestire bene circostanze nuove. Sono in grado di accettare nuovi limiti. Grazie, Bojan, mio caro marito e amore!

Da sette mesi non riesci a parlare. Come stai gestendo questa tribolazione?

Il silenzio è la lingua del cuore. Ha poteri soprannaturali, è molto profondo. Vorrei davvero sentire la mia voce, ma il silenzio mi ha resa umile e mi ha mostrato il mio mondo in modo più chiaro.

Posso gestirlo perché mi sono state date forza e pace. È molto difficile sperimentare il silenzio nella vita quotidiana. Non riesco a rispondere al telefono, non posso parlare con la mia famiglia. È molto più semplice vivere in silenzio quando non ci sono fattori di disturbo. È il silenzio in me che è importante.

All’inizio era molto difficile calmare la mente e smettere di preoccuparmi per le cose superflue. Sto interiorizzando questo momento – niente presente, niente futuro. Le preghiere mi hanno aiutata a ottenere pace e pazienza. Tengo il tubo della tracheotomia, almeno per un po’.

Con il progredire della malattia, com’è il rapporto con tuo marito?

Quando stavo peggiorando ho iniziato a chiudermi. Il mio senso di impotenza e di mancanza di valore stava aumentando rapidamente e stavo cercando di fuggire dal nostro rapporto. Ma Bojan non ha mai gettato la spugna. Mi ha mostrato ogni giorno il suo amore e i suoi voti matrimoniali. C’è voluto un po’ di tempo prima di ricominciare a credere nel nostro matrimonio.

Quando alla fine ho ammesso a me stessa che Bojan era mio alleato, il nostro rapporto ha iniziato a rafforzarsi nell’amore e nella sincerità. Solo l’estate scorsa, sei anni dopo la mia diagnosi, ho smesso di cercare uscite d’emergenza terrene. Solo ora vedo e sento mio marito, che amo con tutto il mio cuore.

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avvocatomalattiasclerosi multipla
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