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Dio è nel rischio che prendiamo scegliendo una strada nuova, non nella comodità di quella che conosciamo

Por Maria Savenko/Shutterstock
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Il commento al Vangelo di don Luigi Maria Epicoco

In quel tempo, vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.  Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione». E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all’altra sponda (Marco 8,11-13)

La faccenda dei segni è e rimane una questione importante per ciascuno di noi, perché per vivere si ha bisogno di una strada da seguire, di un percorso da fare, di un alfabeto che ci permetta di interpretare la realtà per capirla davvero. Ma delle volte la ricerca dei segni è solo la ricerca di qualcosa che ci rassicuri e non di qualcosa che ci incoraggi a vivere. La vita è fatta anche di rischio, di incognite, di mistero. Per fare un viaggio bisogna sempre fare un investimento di fiducia. Chi cerca solo rassicurazioni alla fine non vive più perché non si può essere rassicurati su tutto. Ad un certo punto è giusto che ci sia anche il coraggio di una scelta, l’adrenalina del salto. La vita è più grande di una rassicurazione. Dio è più grande di una prova su di Lui. L’amore è più straripante di un argine di controllo. Se i segni servono a percorrere una strada allora sono segni buoni. Ma se i segni sono la scusa per non percorrere davvero nulla allora è bene che ci vengano tolti. La negazione di segni da parte di Gesù, così come ce ne riferisce il vangelo di oggi, è la negazione di tutto ciò che non ci può essere dato se non perché ci si è messi in gioco. Chi aspetta un segno per mettersi a giocare allora non capirà nulla di una partita, perché per capire una partita bisogna mettersi a giocarla. “«Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: nessun segno sarà dato a questa generazione». E, lasciatili, salì di nuovo sulla barca e passò all’altra riva”. Mi preoccupa molto questo “lasciatili”. Chi da Dio cerca solo “segni” alla fine rimane da solo. Il segno più grande è saperci amati da Lui. Questo amore ci fa affrontare ogni mistero, ogni incognita, ogni precarietà. Questo amore è molto più di una rassicurazione, è un incoraggiamento a vivere. Dovremmo forse smettere di aspettare che “il sole balli” per credere in Lui, e cominciare invece a considerare quanto siamo amati sempre, anche quando il sole è fermo lì. È l’Amore che trasforma tutto in un segno, e non un segno che fa esistere l’Amore. #dalvangelodioggi

Tags:
vangelo
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