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Quando i ladri pugnalarono l’Eucaristia non si sarebbero mai aspettati che…

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I malviventi rimasero terrorizzati

Nel XIV secolo a Bruxelles (Belgio) un mercante provava un profondo odio nei confronti della Chiesa cattolica. Iniziò a pensare a come avrebbe potuto infliggere il massimo dolore ai cattolici locali, e progettò di rubare le ostie consacrate da una chiesa parrocchiale.

Nel cuore della notte, un ladro che aveva assoldato riuscì a introdursi in una delle chiese e rubò 16 ostie dal tabernacolo. Le portò poi al mercante, che le tenne a casa sua per un po’.

Il Venerdì Santo del 1370 il mercante tirò fuori le ostie davanti a un gruppo di amici, che tirarono fuori i loro coltelli e iniziarono a colpirle. Inaspettatamente, le ostie spezzate iniziarono a sanguinare davanti ai loro occhi. La paura si impadronì dei malviventi. Il sangue continuava a sgorgare dalle ferite, al che presero subito le ostie e le portarono da un cattolico che conoscevano.

Sentendo il peso della colpa su di sé, gli uomini confessarono la vicenda a un sacerdote locale e vennero mandati dalle autorità locali.

Le ostie furono portate nella cattedrale di San Michele, dove rimasero fino alla II Guerra Mondiale. Nel corso dei secoli il miracolo è diventato una parte fondamentale della devozione locale. Era un promemoria della reale presenza di Gesù nell’Eucaristia, e collegava drammaticamente il sacramento agli eventi del Venerdì Santo, quando un soldato perforò il costato di Cristo facendone sgorgare sangue e acqua.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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