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Quando la gioia se ne va e resta il vuoto, Dio viene a farmi visita

PD
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Per chi prova solitudine e tristezza ma non vuole perdere la fede nel Signore

Camminare con Gesù Cristo non è sempre facile, ma è la cosa migliore. Tutti abbiamo la nostra croce quotidiana, da portare con gioia e umiltà come ha fatto Gesù stesso.

Quando ho deciso di seguire Cristo, ho perso molte amicizie e molti amori. È stato difficile, e tanto! Mi ha provocato grande dolore.

All’inizio mettevo in discussione Dio a ogni perdita e mi chiedevo perché permettesse tante cose, tante sofferenza, tanta solitudine e tanta angoscia.

Con il tempo, Dio mi ha mostrato che aveva permesso la mia presenza nella vita di tutte le persone che avevo perso perché fossi un segno di luce nell’esistenza di ciascuno, un segno Suo nella vita di chi ancora non Lo aveva o non Lo conosceva.

Confesso di non aver ancora capito quale sia stata l’opera che ha realizzato nella vita di quelle persone attraverso la mia presenza di modo che possa essere una consolazione per me, ma se ci fermiamo a pensare non ho bisogno di saperlo, perché alla fin fine è tutto per Lui.

Devo solo confidare nel suo proposito. Quando offriamo la nostra vita a Dio dobbiamo accettare ciò che viene, confidando nel fatto che fa tutto parte di un progetto più ampio, perché è davvero così.

Essere uno strumento nelle mani di Dio a volte può essere difficile. Può farci affrontare ciò che abbiamo di più intimo nel nostro cuore, forse il nostro punto più debole.

Essere strumento di Dio ci fa percorrere una strada sconosciuta e spesso ci fa vivere in un deserto, nell’aspettativa che in mezzo a questo, quando non abbiamo più nulla e proviamo davvero cosa sia la solitudine, possiamo capire che l’unica cosa che ci resta e di cui abbiamo bisogno è guardare in alto e ricorrere a Dio, con la speranza e la fiducia nel fatto che Egli ci ascolterà.

Passare attraverso il mio deserto mi ha insegnato e mi ha mostrato quanto abbia avuto bisogno di viverlo per capire che quando la mia gioia se ne va e resta solo il vuoto Egli verrà sempre a farmi visita.

Ricordiamoci sempre che il Dio che permette la ferita è lo stesso che ci cura, che ci fa comprendere attraverso quell’esperienza che solo Lui può offrirci la felicità e la completezza che cerchiamo tanto.

E voi? Qual è la vostra esperienza di Dio in mezzo alla solitudine?

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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