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César, “il vagabondo di Dio”, sepolto in Vaticano

Peyker / Shutterstock
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Dopo aver trovato il Signore, ha dedicato tutta la sua vita a Gesù e a servire gli altri

Un senzatetto è stato sepolto l’11 gennaio nel Cimitero Teutonico della Città del Vaticano. Da quando si era convertito, a 47 anni, aveva vissuto come “il vagabondo di Dio”.

Si chiamava César Willy De Vroe ed era un senzatetto. Non aveva nulla – né ricchezze né amici. Molto tempo fa aveva perso ogni cosa, comprese famiglia e salute. Il suo corpo ora riposa in uno dei più bei cimiteri di Roma, nel cuore del Vaticano.

I tedeschi avevano preso in consegna questo luogo di sepoltura vicino alla basilica di San Pietro, il cui epitaffio più antico risale al Cinquecento. Per questo, Papa Pio XI lo ha consacrato definitivamente come cimitero della comunità tedesca nel 1876.

Nato da una prostituta a Bruxelles, César ha trascorso la maggior parte della sua vita cercando un rifugio, vivendo in strada per più di 30 anni. A 47, dopo aver incontrato il Signore, ha finalmente trovato quello che stava cercando e ha chiesto di essere battezzato. Da allora si è definito “il vagabondo di Dio” e ha continuato a condurre una vita generosa per Cristo.

“La sua vita è molto simile a quella della figura biblica di Giobbe”, ha affermato monsignor Dirk Smet, rettore belga del Collegio Teutonico, nel suo discorso funebre. Come lui aveva perso tutto ciò che possedeva, ma aveva trovato “la sua via nella Chiesa”.

César era noto per la sua grande generosità. Anche nelle condizioni più difficili, in cui mancava virtualmente di tutto, non esitava a dare il poco che possedeva ai bisognosi. “Anche se la gente non mi crede, ogni volta che do qualcosa ricevo esattamente lo stesso, anche il doppio, nello stesso giorno”, ha detto una volta.

Durante il suo funerale, pochi giorni dopo l’Epifania, monsignor Smet ha attestato che “César non era molto diverso dai tre Magi”. Come loro, era un “viandante per Dio”, che cercava “la felicità e la pienezza di vita”.

La sepoltura di César ha avuto luogo quasi due anni dopo quella di un altro senzatetto, Willy Herteller, nello stesso cimitero, in linea con il desiderio di Papa Francesco di “una Chiesa povera per i poveri”.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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