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Eucaristia e cannibalismo sono molto diversi: la risposta alla domanda di un bambino

GPointstudio / Shutterstock
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La domanda dei piccoli deve aver sconcertato molti genitori fin dai tempi della Chiesa primitiva, ma in realtà è una cosa semplice

Una volta uno dei nostri figli ha sollevato la questione quando abbiamo spiegato che facendo la Comunione il cristiano mangia il Corpo di Cristo e beve il suo Sangue. La domanda dei piccoli deve aver sconcertato molti genitori fin dai tempi della Chiesa primitiva, ma in realtà la risposta è semplice.

La presenza di Cristo nell’Eucaristia è reale, ma non naturale. È una realtà mistica, fisica e soprannaturale allo stesso tempo. Il suo corpo, il suo sangue, la sua anima e la sua divinità sono sostanzialmente presenti nell’Eucaristia, ma non sentiamo il sapore della carne e del sangue. Perché? Perché le specie del pane e del vino restano, ovvero il sapore, la consistenza, la dimensione ecc. si mantengono. Il pane e il vino, nella loro essenza, NON restano nell’Eucaristia, ma i loro accidenti sì.

Cosa sono gli accidenti? Sono cose accidentali, non essenziali. Ad esempio, potete ingrassare venti chili ma questo non cambierà la vostra essenza, non farà di voi un’altra persona. Cambierà solo il vostro aspetto. Allo stesso modo, se vi tingete i capelli di un altro colore avrete un aspetto molto diverso, ma fondamentalmente rimarrete la stessa persona, perché peso e colore dei capelli sono accidenti.

Allo stesso modo, gli accidenti del pane e del vino restano dopo la transustanziazione, ma in essenza non sono già più pane e vino: sono davvero il Corpo e il Sangue di Cristo.

Riceviamo Gesù nell’Eucaristia NELLA FORMA del pane e del vino, ma questa forma è solo un accidente. In essenza, lì c’è Cristo.

Per riassumere:

  1. già solo il fatto di ricevere il Corpo e il Sangue di Gesù nella forma del pane e del vino distingue profondamente la Santa Comunione dal cannibalismo;
  2. nel cannibalismo si consuma solo una parte del corpo di una persona; nell’Eucaristia riceviamo Gesù INTERAMENTE, tutto il suo corpo, e anche la sua anima e la sua divinità;
  3. la carne consumata dal cannibale è di una persona morta o ferita; il fedele che si comunica riceve invece Cristo vivo, ed Egli non subisce alcuna ferita per questo.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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