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Madre malata di cancro, che rifiutò di abortire la sua bambina, muore a Natale

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Sapna Tracy, infermiera indiana cattolica di 43 anni, ha difeso strenuamente la vita di sua figlia

Un’infermiera indiana cattolica di 43 anni è morta il giorno di Natale per un tumore al seno due anni dopo essersi rifiutata di accettare il consiglio dei medici di abortire per poter iniziare subito la chemioterapia.

Sapna Tracy, che aveva già sette figli, ha rifiutato di sacrificare la vita della sua bambina Philomena, nata nel dicembre 2015.

“Ho fatto visita alla famiglia il giorno di Natale, il giorno in cui è morta, e il marito teneva in braccio la bambina dicendo ‘Sia lodato Gesù’. Sapna ha scelto la vita. Ha scelto di essere pro-vita. Non aveva paura”, ha affermato l’arcivescovo Mar Andrews Thazhath, dell’arcidiocesi di cattolica siro-malabar di Thrissur, a Crux.

Sapna viveva con il marito Chittilappally Joju e i suoi figli, tutti sotto i 15 anni. Sia lei che il marito erano attivi in varie organizzazioni cattoliche fin da giovani, e da sposati avevano lavorato a favore della causa pro-vita. La donna era infermiera presso il prestigioso All India Institute of Medical Sciences di Delhi.

“Questa coppia cattolica è stata fonte di ispirazione nella sua testimonianza del messaggio evangelico”, ha dichiarato l’arcivescovo di Faridabad, Kuriakose Bharanikulangara, aggiungendo di aver battezzato personalmente Philomena e il figlio precedente della coppia.

Il marito di Sapna ha riferito a The Indian Express che alla donna era stato diagnosticato un tumore al seno quando era al terzo mese della sua ottava gravidanza. I medici volevano che abortisse e si sottoponesse immediatamente a un intervento per salvarsi, e amici e parenti le hanno suggerito di seguire il consiglio dei sanitari. Sapna, però, non voleva uccidere la sua bambina, e ha detto al medico: “Solo io posso dare alla luce questo bambino che sta crescendo dentro di me. Ci sono tante brave persone che si possono prendere cura dei miei altri sette figli”.

“Ha detto ai medici che se la sua vita aveva valore, lo stesso valeva per quella della sua bambina non ancora nata”, ha riferito monsignor Bharanikulangara come riporta AsiaNews.

Al sesto mese di gravidanza si è sottoposta a una mastectomia, e solo dopo la nascita di Philomena ha iniziato la radioterapia. Per la sua scelta coraggiosa contro l’aborto, Sapna ha ricevuto il Pro-Life Award dall’eparchia di Faridabad.

L’eterno riposo donale, o Signore…

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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