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Gli ingredienti, la preparazione, l'accompagnamento nella scoperta di nuovi sapori. Focus allergie e rischi dieta vegetariana e vegana

Allergie alimentari

In fatto di prevenzione delle allergie, il periodo migliore per introdurre i cibi solidi allo scopo di favorire la tolleranza orale è quello compreso tra il 4° e il 6° mese. Naturalmente, è importante introdurre un alimento alla volta e poi aspettare almeno 4-7 giorni prima di introdurre un altro alimento, per valutare la comparsa di eventuali reazioni di intolleranza.

E se il piccolo è allergico?

Quando invece il piccolo ha già una diagnosi di allergia alimentare bisogna escludere l’alimento incriminato e quindi fare delle “diete di eliminazione” che però se non correttamente prescritte e/o eseguite possono portare a problemi nutrizionali anche gravi che potrebbero condizionare la crescita e la salute in modo significativo.

I bambini con allergia alimentare in dieta di eliminazione, infatti, possono avere un apporto calorico e lipidico deficitario a causa delle restrizioni dietetiche e un apporto in proteine scadente in termini di qualità. Inoltre bisogna anche fare attenzione ai carboidrati, che non dovrebbero essere costituiti da zuccheri semplici per più del 25% (difficile soprattutto nei bimbi con allergia alimentare a cereali come frumento e riso). Ci vuole attenzione, infine, anche ai micronutrienti: per esempio i bambini con allergia alle proteine del latte vaccino o con allergie multiple potrebbero avere un apporto inadeguato di calcio rispetto ai coetanei.

Parola d’ordine: affidabilità e supporto pediatrico

Naturalmente, esistono dei prodotti ad hoc per affrontare le diete di eliminazione, ma comunque tali diete vanno sempre tenute sotto stretto controllo dal pediatra o dallo specialista che deve prescrivere la dieta. È poi importante effettuare un primo controllo a 3-4 settimane dall’inizio del programma e poi ogni 3-6 mesi per controllare la crescita e programmare i controlli successivi.

Ma attenzione! La diagnosi di allergia alimentare non è affatto semplice e va sempre verificata in un centro altamente specializzato e di riconosciuta professionalità. Sono in circolazione decine di “test” per l’allergia alimentare che in realtà sono soltanto bufale: vari studi hanno dimostrato che la maggior parte dei bambini considerati “allergici” non lo sono per nulla.

© Bambin Gesù

Le curiosità: dal veganesimo alle pappe nel mondo

Come tutti gli schemi dietetici restrittivi, la dieta vegetariana e soprattutto quella vegana, in particolare in età evolutiva, necessitano di una specifica attenzione affinché venga assicurato un apporto adeguato di energia e nutrienti.

In particolare, la dieta vegana in pediatria dovrebbe essere usata solo con un’appropriata supervisione medica o dietetica, e i genitori dovrebbero comprendere le serie conseguenze riguardo la mancata adesione alle raccomandazioni sulle supplementazioni della dieta.

© Bambin Gesù

E se mamma e papà sono vegetariani o vegani?

La dieta vegana non esclude solo carne e pesce (come la dieta vegetariana) ma anche i derivati animali (come i derivati del latte e l’uovo) che sono fonti importanti di proteine di elevato valore biologico, calcio e altri nutrienti.

Durante i primi 6 mesi di vita il regime alimentare vegetariano o vegano può non rappresentare un problema perché il latte materno e le formule per l’infanzia garantiscono un adeguato apporto di energia e di nutrienti.

Eppure, le mamme vegane che allattano al seno devono almeno ricevere una adeguata supplementazione con vitamina B12. Quale sostituto del latte materno, per una dieta vegana del lattante, la scelta migliore è rappresentata dalle formule a base di soia.

Al momento del divezzamento, gli alimenti solidi possono essere introdotti seguendo una “scaletta” simile a quella degli schemi non vegetariani con prodotti a base di carne sostituiti da passati di tofu, purea di legumi e, negli schemi vegetariani, tuorlo d’uovo e formaggio.

A partire dai 7-10 mesi potranno essere impiegate piccole quantità di hamburger vegetali come derivati della soia (come il tempeh) o del glutine di frumento (come il seitan). Un adeguato apporto di grassi potrà essere assicurato dal consumo di olio d’oliva e da piccole quantità di frutta secca quali mandorle e noci e avocado schiacciato.

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