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Ci sono prove biologiche che Gesù è nato a dicembre?

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Lennart Tange | CC BY 2.0

Rebecca Salazar - pubblicato il 13/12/17

Ovviamente l'Agnello di Dio è nato nello stesso periodo e nello stesso luogo di tutti gli agnelli della Pasqua ebraica

Molto tempo fa ho accettato l’idea che il 25 dicembre probabilmente non fosse la vera data della nascita di Cristo, che quella autentica non si conoscesse ma fosse certamente in primavera.

Dopo tutto, conoscere la data esatta non influisce realmente sulla celebrazione liturgica. Era semplicemente un’altra cosa triste che veniva con l’età adulta, un altro pezzetto di magia che scompariva nella vita.

Da allora ho acquistato familiarità con alcune prove storiche a favore della data del 25 dicembre.

La data si può dedurre storicamente dal momento dell’ingresso di Zaccaria nel tempio per bruciare l’incenso. Si può anche dedurre teologicamente dall’antica tradizione per cui un grande profeta sarebbe entrato e uscito dal mondo nello stesso giorno del calendario. Si è così determinato che l’Annunciazione ha avuto luogo lo stesso giorno della crocifissione, un 25 marzo. Il 25 dicembre scadono i nove mesi successivi. Sono buone argomentazioni, basate su rigidi principi di ricerca e logica storica.




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Nessuno, tuttavia, ha soddisfatto il mio desiderio di trovare davvero qualcosa di concreto. Un’obiezione costante era il fatto che i pastori nei campi quella notte si stessero presumibilmente occupando della nascita degli agnelli. E gli agnelli non nascevano a dicembre. Gli agnelli nascevano in primavera.

Quando l’ennesima persona mi ha chiesto “Perché celebrate il Natale a dicembre se gli agnelli nascono in primavera?”, anziché spiegarle il significato del 25 marzo mi sono chiesta all’improvviso: gli agnelli in Israele nascono DAVVERO in primavera? Posso verificarlo?

La pecora Awassi è una pecora del deserto, una razza che si ritiene esista in Medio Oriente da circa 5.000 anni. Viene allevata per ottenere lana, carne e latte. La pecora Awassi procrea in estate e partorisce gli agnelli in inverno, quando c’è cibo sufficiente per le pecore che devono allattare. In Israele, il periodo principale dell’allevamento va da dicembre a gennaio.

È un dato pratico, ho pensato. È un fatto. È biologia.

Il perodo in cui le pecore entrano in calore, a quanto pare, varia in base alla razza. Per quelle del nord, si attiva quando diminuiscono le ore di luce diurna dopo l’equinozio autunnale. La riproduzione avviene naturalmente tra ottobre e novembre, e gli agnelli nascono tra marzo e aprile.

Man mano che ci si avvicina geograficamente all’Equatore, però, i giorni non si accorciano in modo tanto drastico. Come conseguenza, le pecore delle zone sub-tropicali e tropicali tendono a riprodursi prima e i loro agnelli nascono in inverno, o si riproducono e partoriscono tutto l’anno.




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Per me questa piccola informazione ha cristallizzato tutte le altre. Ovviamente Gesù, l’Agnello di Dio, è nato nello stesso periodo e nello stesso luogo di tutti gli agnelli della Pasqua ebraica. Ovviamente quel momento è stato tale che il giorno del suo ingresso e quello della sua uscita dal mondo sono lo stesso. Ovviamente la nascita di Giovanni il Battista è in quel giorno perché la nascita di Gesù è in quell’altro.

La biologia predilige le cose simmetriche, e qui c’è una simmetria che delizia il mio intelletto, una simmetria di storia, teologia e biologia. Prima ho lamentato sinceramente la perdita dei miei meravigliosi prodigi dell’infanzia, ora scopro che questo ha generato una meraviglia più grande e più profonda di fronte alla provvidenza di Dio.

È veramente cosa buona e giusta.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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