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Il manto della Madonna di Guadalupe può far sì che un ateo si converta? 5 segni che lo provano

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Catholic Link - pubblicato il 12/12/17

di Sebastian Campos

Io credo di sì. In genere la Madonna appare agli uomini e alle donne di fede, e lo fa per condividere un messaggio particolare con i suoi figli. Queste apparizioni sono quasi sempre accompagnate da prodigi soprannaturali, che danno sostegno al messaggio. La Vergine usa alcune persone per parlare e chiedere loro di essere suoi messaggeri, e perché le sue parole vengano accolte con fede e prese in considerazione utilizza questi segnali divini che danno forza al messaggio. Nel caso della Madonna di Guadalupe, la situazione viene accompagnata non da un solo segno prodigioso, ma da molti.

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Va sottolineato che l’apparizione risale al 1531, e da quel momento fino ai giorni nostri scienziati di ogni settore, credenti e scettici, hanno osservato il manto della Madonna e lo hanno sottoposto a decine di prove per validare ciò che viene tramandato oralmente. Tutti, senza eccezione, confermano che il manto e l’immagine che riporta hanno caratteristiche soprannaturali. Quando viene esaminato in modo minuzioso, si trovano poi sempre nuovi segni divini.

Con queste cinque cose che vorrei raccontarvi credo che possa credere qualunque ateo…

1. Un’immagine dipinta da Colui che ha dipinto tutto il creato

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La maggior parte delle invocazioni mariane che conosciamo implica una rappresentazione corporea della Vergine, in genere creata da un artista basandosi sul racconto di chi ha fatto da veggente o da messaggero. Il caso della Madonna di Guadalupe è diverso. L’immagine sulla tela è di origine divina, non proviene da mani umane, ed è stata dipinta da Colui che ha dipinto l’alba. San Juan Diego, a cui è apparsa la Vergine, voleva dare un messaggio al vescovo, ma questi gli chiese una prova del fatto che il suo messaggio era reale. La Madonna disse a San Juan Diego di salire sulla collina, cogliere alcune rose e portarle al vescovo. Era dicembre. Juan Diego non ebbe esitazioni. Le rose erano lì, anche se non era stagione. Le raccolse nella sua tilma e le portò al vescovo come segno del fatto che la Vergine voleva che lì venisse costruito un tempio. La tilma era il nome in lingua náhuatl, quella parlata da Juan Diego, del poncho o mantello che usavano gli indios poveri messicani, annodato sulla spalla. Quando Juan Diego fu davanti al vescovo e aprì la tilma in cui portava le rose, queste caddero a terra. Visto che non era il periodo della fioritura, il presule comprese che il segno era vero, ma con suo stupore sulla tilma apparve impressa l’immagine della Vergine.

2. Una semplice tilma…

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Sono stati usati le tecniche e i materiali migliori per cercare di riprodurre il manto di San Juan Diego con la Vergine impressa. Tutte le riproduzioni effettuate, tuttavia, nonostante la massima cura durano nel migliore dei casi una decina d’anni, e col passare degli anni l’aspetto qualitativo del dipinto peggiora. Per la tilma della Guadalupana, invece, sembra che gli anni non passino, e l’immagine sembra avere colori sempre più vivi. Gli esperti hanno concluso che non ci sono spiegazioni scientifiche per questo, perché la tela con cui è stata confezionata la tilma originale era di origine vegetale, e quindi la sua durata era in genere molto limitata.

Tutto questo senza menzionare il fatto che il luogo sul quale è stata eretta la basilica di Guadalupe (in cui è conservata la tela) è altamente umido e salino per via della vicinanza a un lago – un luogo corrosivo in cui non si salvano neanche legno e metalli. L’immagine ha sopportato attentati esplosivi a pochi metri di distanza in cui tutto, incluse strutture di marmo e di metallo, è stato danneggiate, mentre la tela e il vetro (che all’epoca non era antiproiettile) sono rimasti intatti. In un’altra occasione, ripulendo il sostegno della tela è stato versato su di essa dell’acido citrico, cosa che in circostanze normali avrebbe disintegrato la tela, mentre non è accaduto niente del genere, anche quando il liquido le scendeva dall’alto in basso.

3. Un telo di un altro mondo

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L’immagine si trova su un tessuto fatto con fibra di agave del Messico, senza preparazione. È un tessuto molto rudimentale, ci si vede anche in controluce. È trasparente nonostante lo spessore del filo. Le dimensioni sono 104 x 170 centimetri, ed è formato da due parti unite in mezzo da una cucitura verticale realizzata con filo di agave. Il pittore Miguel Cabrera, nel suo libro La maravilla Americana, dice che l’immagine è presente anche sul retro della tilma. È impossibile che mani umane l’abbiano dipinta sul telo senza prepararlo in precedenza.

Francisco Camps Ribera, di Barcellona, noto a livello mondiale come esperto di tecniche pittoriche e che ha lavorato nelle principali pinacoteche di Spagna, Italia, Francia, Belgio, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti e Canada, dopo aver esaminato la tela ha osservato che non era pronta a che vi si dipingesse sopra, e ha concluso: “Nessuno artista umano avrebbe scelto per realizzare la sua opera una tela di questa qualità senza preparazione”. Gli scienziati americani Smith e Callaghan, che hanno lavorato alla NASA, e Campos Ribera, nel suo parere del 1954, sostengono che nell’immagine della Madonna di Guadalupe non ci sia traccia di pennello. Chimici di fama hanno poi analizzato i pigmenti, e non sono di origine animale, vegetale, minerale o sintetica, ovvero non si sa da dove provengano.

4. Gli occhi della Vergine sono occhi vivi

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Gli oculisti hanno analizzato gli occhi della Vergine, e sostengono che si tratti di occhi vivi, organici, funzionali.

“Ho esaminato gli occhi con un oftalmoscopio ad alta potenza e ho potuto apprezzare la profondità dell’occhio come se stessi guardando un occhio vivo”, ha affermato il dottor Enrique Graue, oculista di fama internazionale e direttore di un ospedale specializzato in Oftalmologia in Messico.

Negli occhi appare l’effetto Purkinje-Sansom: si triplica l’immagine nella cornea e sulle due facce del cristallino. Questo effetto è stato studiato dal dottor Purkinje di Breslavia e dal dottor Sansom di Parigi, e in oftalmologia è noto come fenomeno Purkinje-Sansom. Questo fenomeno, esclusivo dell’occhio vivo, è stato osservato anche nell’occhio della Madonna di Guadalupe dal dottor Rafael Torija con l’aiuto di un oftalmoscopio. Il medico lo ha certificato con queste parole: “Gli occhi della Madonna di Guadalupe danno l’impressione di vitalità”.

Lo stesso viene affermato dai dottori Guillermo Silva Ribera, Ismael Ugalde e Jaime Palacio, tra gli altri. Dal 1950, gli occhi della Vergine di Guadalupe sono stati esaminati da una ventina di oculisti. Studi recenti con il microscopio hanno rivelato che negli occhi della Vergine si vedono riflesse le sagome di varie persone, come quando guardiamo negli occhi di chi abbiamo davanti e ci vediamo riflessi. Negli occhi della Vergine c’è anche San Juan Diego. Scientificamente non ci si spiega come in un occhio di sette millimetri appaiano dodici figure umane.

5. Atri segni…

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La tela è appoggiata a una struttura metallica che viene mantenuta costantemente a 15 gradi per tenerla fresca, ma questa, quando ne viene misurata la temperatura, rivela 36,5°, la temperatura di un corpo umano sano. La tela non si raffredda, si mantiene calda. È curioso che le irregolarità della tela, per via dei fili disuguali, facciano risaltare maggiormente i tratti. Ad esempio, un filo più spesso del normale mette in rilievo il labbro superiore, un altro la palpebra dell’occhio destro.

Qui l’originale.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
madonna di guadalupemessicovergine maria
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