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Siamo anche noi cristiani a rischio “devitalizzazione”?

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MIENMIUAIF - MIA MOGLIE ED IO - pubblicato il 11/12/17

Una metafora con un "mordente" tutto particolare: la vita interiore del cristiano secondo un dentista "trascendentale"

di Giovanni Biolo

La parte interna del dente, la polpa dentaria, riceve i vasi sanguigni, i vasi linfatici e le fibre nervose per dare al dente il nutrimento e la sensibilità (anche se ho conosciuto denti molto più sensibili dei loro padroni).
Quando la carie arriva troppo vicino alla polpa, il nervo è così infiammato che è necessario toglierlo e mettere al suo posto un cemento come riempitivo e sigillante: la famosa devitalizzazione.

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È impropria la definizione “dente morto” del linguaggio comune. Sarebbe più corretto dire “dente vivo, ma non più vitale”.
Da fuori è quasi impossibile dire se un dente è devitalizzato o meno: mastica come gli altri, esteticamente si mimetizza bene… solo ai raggi X la diagnosi è chiara.

E noi? Se facessimo i raggi X, potremmo capire se siamo cristiani “devitalizzati”, ossia “vivi, ma non più vitali”?

La risposta è nella presenza o meno di vita interiore: l’argomento dento-teologico di oggi!

Tutto nasce da un incontro. L’incontro più o meno casuale (?), più o meno felice o anche più o meno doloroso con una persona viva che è Cristo.

E fin qui tutti abili e arruolati.

Il problema però è che questa “conoscenza” va mantenuta viva, presente e quotidiana.




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I santi, infatti, sono tali perché sono connessi in wi-fi h24 con Dio, hanno il 4G che prende sempre e dappertutto (quasi come le trasmissioni di Radio Maria)… ma noi very normal people non possiamo accontentarci di un modem 56k che si connette si e no alla Messa domenicale!

Lascia stare la frase “i veri amici sono quello che li vedi solo due volte l’anno e tutto è come prima”! Prova a dirlo alla tua fidanzata/moglie “vediamoci solo due volte l’anno… tranquilla per me sarà sempre come ora”!

Per avere vita interiore, ossia una relazione intima tra noi e Cristo, bisogna mantenere sempre vivo il fuoco d’Amore; non solo preghiere e Messe, ma anche semplici saluti o atti di ringraziamento (vietati però i “buongiornissimo Kaffeeè?!?”).

A volte metterai grossi pezzi di legna come mozioni piene di fervore, ma a volte anche solo piccoli ramoscelli di freddezza fatti per pura volontà.

Il fuoco deve ardere… così, senza accorgertene, anche il noioso e spesso spossante quotidiano si illumina di senso! Non si vive più in 2D, ma acquisisci la terza dimensione che è l’Altezza! Perché starnazzare come galline quando puoi volare come aquile?

E il fuoco divampa e incendia la tua vita e anche quella di chi ti sta vicino. Ripeto, un incendio!

E vai tranquillo… il fuoco può spegnersi molte volte, non preoccuparti… siamo legna bagnata dalla pioggia del peccato originale.




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Il Signore (grazie a Dio) non si arrende mai e arriva a usare anche la fiamma ossidrica.

Quindi il moLare della storia è questo: finito l’appuntamento per la devitalizzazione del molare, andate nel centro di telefonia più vicino e chiedete della promozione J&Me (J sta per Jesus): giga illimitati e vi rivelerò un segreto… è tutto gratis…

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

Tags:
preghieravita cristiana
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