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7 cose che non devi dimenticare di dire prima di morire

Kristin Duvall / Stocksy United
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Come assicurarsi di non avere rimpianti

Nessuno ama parlare della morte, che sia la propria o quella di una persona cara, ma una parte inaspettata del processo del lutto può essere rappresentata dalla gioia e dalla riconoscenza per il fatto di aver conosciuto una persona splendida o di aver condotto una vita soddisfacente. È per questo che la docente di Stanford Vyjeyanthi Periyakoil, specializzata in studi sulla terza età e la geriatria, ha fondato lo Stanford Friends and Family Letter Project, per aiutare tutti a bandire qualsiasi rimorso potenziale incoraggiando invece l’amore e la gratitudine.

Lo scorso anno, la Periyakoil e il suo team hanno creato un modello per un’“ultima lettera” in otto lingue che chiunque può usare per riconoscere, perdonare ed esprimere apprezzamento a familiari e amici prima di morire.

Il modello affronta sette di quelli che la Periyakoil definisce “compiti di revisione della vita”:

Compito 1: Riconoscere le persone importanti nella propria vita
Compito 2: Ricordare i momenti più preziosi della vita
Compito 3: Chiedere perdono alle persone care se le abbiamo ferite
Compito 4: Perdonare le persone che ci vogliono bene se ci hanno feriti
Compito 5: Esprimere gratitudine per tutto l’amore e l’assistenza ricevuti
Compito 6: Dire ad amici e familiari quanto vogliamo loro bene
Compito 7: Prendersi un momento per dire addio.

Anche se l’ultima lettera di ciascuno è diversa, soprattutto tenendo conto di fattori razziali, etnici, di classe e altre questioni culturali, la Periyakoil ha notato certe analogie tra i testi.

Guardate i pazienti leggere degli estratti delle loro ultime lettere in questo video ufficiale del Progetto:

In un articolo recente per il New York Times, la Periyakoil ha scritto che “l’emozione più comune che si esprime è il rimorso: rimorso per non essersi mai presi il tempo per ricostruire amicizie e rapporti spezzati; rimorso per non aver detto mai ad amici e familiari quanto si teneva a loro; rimorso per il fatto di essere ricordati dai propri figli come madri ipercritiche o padri esigenti e autoritari”.

Tra gli altri sentimenti comuni ci sono l’orgoglio per i propri figli, le scuse attese a lungo e il perdono per il rancore.

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