Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Dalle discoteche a Lourdes: così Gesù ha chiamato suor Manuela Vargiu

© Public Domain
Condividi

Studiava medicina e la famiglia per lei desiderava un avvenire diverso. Ma quel rapporto con Gesù, iniziato quando era bambina, è improvvisamente fiorito durante un'estate di eccessi...

IL VIAGGIO A LOURDES

In quel periodo a sostenerla è il suo direttore spirituale, mentre la famiglia è preoccupata per i cambiamenti umorali di Manuela. Un giorno, era il 1999, la parrocchia le chiede di offrire una testimonianza di fede durante un evento in un palazzetto dello sport. Manuela, oltre alla testimonianza, canta anche una canzone con la sua splendida voce. A quella manifestazione prende parte anche l’allora segretario generale dell’Unitalsi, che rimane colpito dalle sue parole e dalla sua voce.

Allora le viene chiesto di riproporre la testimonianza in uno dei viaggi con i malati promossi dall’associazione a Lourdes. E lei accetta.

LA CONFESSIONE

«Poco prima di partire per Lourdes – ricorda – pregai la Madonna e le chiesi di mettermi una mano in testa e di portarmi a Lourdes e di indicarmi lì la strada.. Lei esaudì questo mio desiderio. Infatti, venni chiamata dall’Unitalsi per dare una testimonianza a Lourdes e per cantare, una mia grande passione. Così chiesi di poter partire con gli ausiliari per poter prestare servizio agli ammalati».

Durante la giornata dedicata alla celebrazione penitenziale, Manuela sente il desiderio di confessarsi, «ma in quel momento stavo prestando servizio e non potevo partecipare alla celebrazione in maniera attiva. La sera quando già tutto era finito chiesi ad un Vescovo di confessarmi l’indomani, dato l’ora tarda, invece lui con fare molto paterno si rese subito disponibile. Andammo insieme, verso le 11, di fronte alla Grotta e ancor prima della confessione iniziammo un dialogo che durò un’ora e mezza e che si concluse con la confessione».

“SONO FELICE SE TU SEI FELICE”

Quella confessione scatena una scintilla in Manuela. «Attraverso la paternità di questo Vescovo passò tutta la paternità di Dio che mi riportò a sé, anche grazie all’intercessione di Maria, che come una mamma mi aveva portata lì. La grazia del sacramento della confessione sciolse la paralisi del mio cuore ed in quel momento sentii forte il desiderio di non aspettare più ma finalmente di fare un salto, non più nel buio, ma nelle braccia di Dio, in quelle sue mani che ormai ero certa mi avrebbero sempre accompagnato» (www.cristianitoday.it, 2014).

Il 2 settembre di quell’anno entra in una comunità religiosa, le Figlie di Gesù Crocifisso a Tempio Pausania. «I miei genitori hanno saputo dopo quale era stata la mia scelta. Hanno sofferto tanto ma poi ho visto la grazia del Signore che ha preso il loro cuore. Il giorno della mia consacrazione mio padre mi disse: “Sono felice se è questo che ti rende felice». E fu così che inizio la parabola di Suor Manuela. 

Leggi anche:
Suor Manuela Vargiu

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni