Aleteia

I 2 errori più grandi sulla mia depressione…

Pixabay / CC
Condividi
Commenta

... e quanto mi hanno aiutato a vincerla!

Credo che il mio errore più grande per quanto riguarda la mia depressione sia stato osar dire che non avevo la depressione.

Il mio secondo grande errore è venuto dopo, quando ho riconosciuto finalmente di avere la depressione ma ho avuto l’audacia di pensare che avrei potuto risolverla da solo, con la forza del pensiero e alcune modifiche dell’atteggiamento emotivo e pratico.

Questi due errori, ad ogni modo, sono stati fondamentali perché riuscissi a superare la mia depressione – ma solo a partire dal momento in cui li ho riconosciuti come errori, è chiaro!

Il primo errore mi ha aiutato a capire cosa NON è la depressione.

Pensavo come tante persone che la depressione fosse una modalità più o meno somatizzata della cosiddetta “freddezza”. Per me il soggetto depresso o depressivo era qualcuno che era stufo di varie cose, insoddisfatto e frustrato per una serie di fatti scomodi collegati alla propria quotidianità, sopraffatto soprattutto da pensieri confusi, che per tutto questo cadeva in una condizione di stanchezza e scoraggiamento che si sarebbe risolta con una dose ragionevole di vergogna, riorganizzazione dell’agenda, meno brontolii, meno vittimizzazione e più lavoro disciplinato con obiettivi chiari.

Ho dovuto capire che queste misure sono importanti, sì, ma non sufficienti.

È così che ho iniziato a riconoscere il mio secondo errore, e di conseguenza a comprendere come NON risolvere la depressione.

Il fatto è che il secondo errore deriva ovviamente dal primo. Se non sapete cosa sia la depressione, è chiaro che non saprete come curarla. Perderete solo mesi preziosi della vostra vita cercando di negare che avete la depressione, facendo finta di non sapere cosa sia e fingendo che riuscirete a superare da soli la situazione.

Dall’altro lato, capire la depressione è anche capire come curarla.

Io ho capito che la depressione è una malattia psicosomatica: influisce allo stesso tempo sull’aspetto fisico e su quello emotivo, non solo su quest’ultimo – anche perché non esiste la presunta separazione tra i due aspetti. L’essere umano è un’unità, non un insieme di dimensioni indipendenti. Se la nostra psiche attraversa una “fase di tristezza”, vuol dire che anche il nostro corpo sta attraversando una fase di squilibrio. Non c’è separazione.

Pagine: 1 2 3

Condividi
Commenta
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni