Aleteia

Se preghi Dio perché cambi la tua situazione, forse stai sbagliando preghiera

Shutterstock/Di Max4e Photo
Condividi
Commenta

Dio cambierà noi! Quindi, "aiutiamolo" seguendo questi consigli per sviluppare dei pensieri costruttivi

Tutti noi abbiamo delle situazioni nella nostra vita che vorremmo cambiare.

Tutti noi desideriamo che Dio cambi le nostre circostanze. Ma Dio non cambierà le nostre circostanze, Dio cambierà noi! Il contesto cambierà automaticamente, perché cambiando modo di vedere le cose, le cose cambieranno. Per far si che ciò accada occorre entrare in un percorso di rinnovamento. Percepirne l’urgenza costituisce il primo passo, ma volontà, predisposizione del cuore e costanza devono essere i seguenti.

Ogni reale cambiamento va dall’interno verso l’esterno,  ed è sempre il frutto di un processo, mai di una magia. Step by step. Le nostre situazioni di disagio rappresentano un’importantissima opportunità per mettersi in discussione, per lavorare su noi stessi, qualunque sia il nostro passato.  Tutto posso in Colui che mi dà la forza (Ef, 4, 13).

Ogni trauma può essere elaborato, tanti problemi possono essere risolti, altri invece avranno il compito di risolvere noi. E’ importante sentirsi amati per quello che si è, o meglio… essere amati nonostante quello che si è; ma se l’amore diventa una pretesa, la strada per la felicità diventa tutta in salita.

Occorre Rinnovare la nostra menteRinnovare i nostri pensieri. Questi sono all’origine della nostra emotività e del nostro agire. Ascoltare la voce dello Spirito è imparare a discernere i pensieri positivi, che creano possibilità; da quelli negativi che creano instabilità.

Ordinare la mente al bene è dare importanza a noi stessi, scoprire che Dio ha posto nel tuo cuore una vocazione, una chiamata, unica, personale e comunitaria; al fine di compierti come uomo e come cristiano. Il nostro campo di battaglia è la mente.

© Cristianamente

Generalmente l’uomo tende a colmare le sue domande esistenziali, infinite, con risposte finite, ma queste non esauriscono la domanda. Un imperativo ( io farò ) ha bisogno di un indicativo ( io sono ), il primo è di conseguenza al secondo.

​In altre parole, come ci concepiamo indirizza il nostro fare. Ma come ci concepiamo rispecchia davvero chi siamo?

Il tuo lavoro, la tua famiglia, i tuoi hobby, completano la tua persona, ma non dicono chi sei. Da un punto di vista Biblico. Abramo fu prima chiamato da Dio ad uscire da se stesso, dalla casa di suo padre, dalla sua terra, dall’identità che si era costruito. E’ necessario uscire per andare verso una terra promessa che ci appare essere prima fuori da noi e poi, più si cammina sulla via di questa ricerca e più capiamo che quel confine è dentro di noi: è importante capire la nostra identità per discernere quale vocazione siamo chiamati a compiere. Non attiri quello che vuoi, attiri ciò che sei! 

Immaginate una radio, proviamo a sintonizzarci su una stazione che desideriamo, che ci piace, 109.5 FM.
Se la cercheremo su 95.5 FM non la troveremo mai, le frequenze vibrazionali della radio devono coincidere.
Allo stesso modo se cerchiamo la felicità ma abbiamo dei pensieri negativi ricorrenti questi attireranno negatività.

© Cristianamente

I nostri pensieri attraggono gli eventi su cui si focalizzano! 
Se ad esempio ci percepiamo come dei falliti, molto probabilmente nella vita andremo incontro a numerosi fallimenti, paure ed ansie da prestazione. La felicità rischia di essere un’eterna chimera, perché ogni gioia avrà l’arduo compito di convincerci di non essere casuale. Occorre sintonizzarsi sulle frequenze dello Spirito, permettere a Dio di cambiare i nostri pensieri.

Se è vero che la Mente attira è altrettanto vero che la Parola crea. Le parole che scegliamo per descrivere le nostre esperienze influenzano la nostra stessa esperienza di vita. Una singola parola da sola è in grado di uccidere o dare la vita. Può cambiare completamente la nostra intensità emozionale, (ridere, piangere, arrabbiarsi, ecc.) arrivando a toccare profondità che l’uomo neanche immaginava di avere. Dare il giusto nome alle cose è ordinare la realtà. Se la teologia rivela che Dio ha creato il mondo tramite la parola, l’antropologia ci insegna che l”uomo è dialogo, ecco perché Dio si dà nella parola. E’ molto importante capire quanto la benedizione (parlare bene) o la maledizione (parlare male) incidano profondamente nella nostra vita e in quella degli altri. Diventiamo ciò che diciamo. Un caos interno genera un caos esterno. La nostra mente è come una grande discoteca senza una selezione all’ingresso, entra ogni sorta di pensiero e questo incide sulla nostra emotività. Desideri contrastanti, denigratori, deliranti…

Pagine: 1 2

Condividi
Commenta
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni