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Perché la Genesi racconta in modo così breve la nascita del mondo?

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La lezione di Ratzinger: sbagliato pensare che la Bibbia sia un manuale di scienze naturali, in essa Dio rivela l'essenziale

Sei “lezioni carinziane” il cui autore Joseph Ratzinger, allora cardinale e prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, pronunciò nel settembre 1985 nella Casa vescovile di cultura di Sankt Georgen sul Lago di Läng, in Carinzia (Austria).

La cornice in cui si inserivano erano i Colloqui di St. Georgen, inaugurati un anno prima. In essi fu di volta in volta invitato a parlare, come relatore unico, un teologo o un filosofo di massima levatura. La serie dei Colloqui, protrattasi annualmente fino al 2008, ogni volta con partecipanti di vari paesi, era stata aperta da Hans Urs von Balthasar.

Creazione e redenzione, questi due temi reciprocamente correlati in modo stretto, tornavano sempre a riemergere nell’opera del professore e cardinale Ratzinger, come si legge in “Progetto di Dio: la creazione” (Marcianum press) che riporta le sei lezioni carinziane.

LA “FUNZIONE” DELLA PAROLA DI DIO

«Nel suo amore Dio ha creato l’uomo e si è chinato sulla storia – premette nella prima lezione l’allora cardinale – La parola divina, attraverso cui tutto è divenuto e attraverso cui l’uomo è stato creato in funzione di Dio, agisce nella creazione e nella storia della salvezza».

«L’esistenza cristiana è riconoscere tutto ciò tramite una ragione aperta a Dio e svilupparlo per se stessi e nella comunità ecclesiale tramite una vita plasmata dalla fede nella parola di Dio, resa palese nella sua pienezza nella vita, morte e risurrezione di Gesù Cristo».

FUORI DAL NOSTRO TEMPO

Questa premessa è fondamentale per comprendere il racconto di Genesi sulla creazione. In sei giorni furono creati in successione gli elementi, la vita e infine, il sesto giorno, l’uomo, mentre il settimo giorno è quello del riposo di Dio.

Il tutto raccontato nei primi 30 versetti del testo sacro.

«Nel riascoltare quel racconto, vengono spontanee alla mente due cose – evidenzia Raztinger – da una parte l’emozionante grandezza del testo, ma dall’altra – infatti – l’eccezionale estraneità del testo allorché lo si trasporti nel nostro tempo, in ciò che sappiamo, irrevocabilmente, sul processo del divenire del mondo».

“NON E’ UN MANUALE DI SCIENZE NATURALI”

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Berkeley Lab | CC

L’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede chiarisce:

«La Bibbia non è un manuale di scienze naturali e nemmeno vuole esserlo, è un libro religioso e pertanto non se ne possono trarre insegnamenti scientifico-naturali, non si può apprendere dalla Bibbia come è andata svolgendosi la nascita del mondo dal punto di vista naturalistico, bensì possiamo trarne solo conoscenze religiose. Ogni altra cosa è immagine, è un modo di rendere comprensibile all’uomo ciò che è più profondo, l’essenziale».

L’ESSENZIALE

Quindi va fatta una importante distinzione.

«Perciò bisognerebbe distinguere, com’è stato detto, tra forma della rappresentazione e contenuto rappresentato. La forma sarebbe da leggere in base a ciò che era comprensibile allora, in base alle immagini in cui vivevano immersi gli uomini allora, in cui parlavano e pensavano, in cui dunque potevano intuire ciò che è più grande, l’essenziale. e solo quest’essenziale, che scintilla attraverso le immagini, sarebbe ciò che è davvero permanente».

NIENTE COFLITTI, NE’ DEMONI

Attraverso la Genesi, dunque, sostiene Ratzinger, non c’è mai stata la volontà divina di scendere nei particolari della creazione, semplicemente perché non è quello l’obiettivo del libro!

«Così la scrittura non ha voluto narrarci come poco a poco siano nate le varie specie di piante, come il sole e la luna e le stelle si siano formati, ma invece attraverso quelle immagini vuol dirci una cosa sola: che Dio ha creato il mondo. il mondo non è, come in gran parte pensava la gente di allora, un groviglio di forze in conflitto fra loro, non è una dimora di potenze demoniche dalle quali l’uomo dovrebbe proteggersi».

FORZA CREATRICE

Sul mondo non regnano divinità, né ci sono politeismi nascosti.  «Sole e luna – conclude il cardinale – non sono divinità che regnano su di lui, e questo cielo sopra di noi non è inabitato da divinità contrapposte e segrete, è bensì vero che tutto ciò che esiste viene solo da una potenza, dall’eterna ragione di Dio, evocata dall’espressione “forza creatrice”».

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