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Agi - pubblicato il 26/09/17 - aggiornato il 07/03/18

Nel 2014 il Piano nazionale voluto da Renzi

Nel 2014 viene lanciato il piano nazionale dell’edilizia scolastica voluto da Matteo Renzi che stabilisce un fondo unico per i cantieri delle scuole che arriva sostanzialmente alla cifra indicata in apertura, e cioè 3,9 miliardi di euro. Il piano prevede anche la realizzazione dei programmi #scuolesicure e #scuolenuove. I finanziamenti vengono distribuiti con diverse delibere e strumenti. Per esempio, la delibera Cipe del 30 giugno 2014 stanzia 400 milioni di euro gestiti dal Miur per poco più di 1600 interventi. Altri 150 milioni vengono dal ‘Decreto del Fare’, approvato a fine 2013, che include due linee di finanziamento, quella chiamata #scuolesicure gestita dal Miur e il programma ‘6000 campanili’ in capo al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che stanzia 100 milioni di euro per opere di piccola entità nei comuni sotto i 5000 abitanti.

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Il programma #scuolenuove lanciato da Renzi a marzo 2014 raccoglie 4400 richieste per la costruzione di nuove scuole o per varie operazioni di messa in sicurezza di cui solo 404 vengono accolte entro il giugno 2014. Sono le richieste presentate da amministrazioni che espressamente richiedevano solo lo sblocco del Patto di stabilità per poter partire.

Lo sblocco è avvenuto con la legge 66/2014 che ha permesso a oltre 450 comuni di aprire nuovi cantieri per la costruzione di nuove scuole o la ristrutturazione completa di quelle esistenti. L’importo medio di ciascun cantiere è stimato in circa mezzo milione di euro. 122 milioni di investimenti vengono inclusi nella legge di stabilità del 2014 e altrettanti per il 2015 per i comuni mentre alle province e città metropolitane vengono sbloccati 50 milioni di euro per il 2015 e altrettanti per il 2016.

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Arriviamo al 2015 quando ci sono altri due passaggi importanti. Il primo è il decreto interministeriale del 23 gennaio 2015, emesso dal Ministero dell’economia assieme al Miur e al Ministero dei Trasporti e infrastrutture che regolamenta le operazioni di mutuo che le regioni possono effettuare per interventi di edilizia scolastica. Si tratta dei cosiddetti Mutui BEI e secondo i dati forniti dal Miur ad AGI grazie a questi mutui sono stati avviati 1556 cantieri e ne sono stati conclusi 435: di questi, 876 cantieri sono in Italia settentrionale, 266 nelle isole, 237 nelle regioni del Sud e 196 in quelle dell’Italia centrale.

I 40 milioni per le indagini sugli edifici previsti dalla Buona Scuola

Un ulteriore passo avanti è stato fatto con la legge n. 107, detta “La buona scuola” che ha stanziato 40 milioni di euro per fare indagini diagnostiche degli edifici scolastici per la garanzia della sicurezza e la prevenzione dei crolli di solai e controsoffitti. Gli interventi di diagnosi sono stati avviati entro la fine dello stesso anno: entro l’autunno il Miur ha stabilito i criteri e le modalità per l’accesso ai fondi da parte degli enti locali e ha fatto l’avviso pubblico. Alla scadenza dei termini, il 18 novembre, più di 1500 amministrazioni locali avevano fatto richiesta per svolgere gli interventi diagnostici. La graduatoria si basava su un sistema di punteggi che davano particolare rilevanza all’età dell’edificio (con precedenza per quelli costruiti prima del 1970), all’indice di rischio sismico e ad altri elementi.

Come poter accedere ai finanziamenti

Ad AGI, che ha fatto richiesta di accesso ai dati del Miur e ha ottenuto i dati riassuntivi degli interventi finanziati per macroarea, la dirigente Alessandra Augusto ha spiegato che questi finanziamenti sostanzialmente derivano da un fondo precedentemente gestito dal Dipartimento della Protezione Civile e poi passato in capo al Miur. Augusto ha specificato che al di là delle scuole rientrate nella graduatoria, altre scuole potrebbero accedere ai finanziamenti nei prossimi mesi perché, in modo molto dinamico, i soldi risparmiati dalle economie di gara di una scuola vengono reinvestiti su quelle successive e quindi è possibile che i numeri di scuole beneficiarie aumentino.

Infine, nel marzo 2016 è stato approvato il decreto del Presidente del consiglio dei ministri n.27, detto anche “#sbloccascuole”, che prevede uno stanziamento pari a 480 milioni di euro per interventi sulle scuole da effettuarsi a partire proprio dalla normativa del 1996. Lo #sbloccascuole è stato poi confermato nel 2017. Nel 2016, la cifra totale impegnata è stata pari a più di 336 milioni e 505mila euro, mentre nel 2017 siamo a poco meno di 183 milioni di euro per 567 edifici coinvolti, di cui 570 in comuni e circa 30 in province e 30 in città metropolitane.

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Ci sono altri piccoli pezzi di finanziamenti e di lavori svolti, c’è un capitolo di spesa interamente dedicato alle scuole abruzzesi e un altro che è dedicato solo all’adeguamento sismico in capo al Dipartimento di Protezione civile addirittura risalente al 2003 e in parte impiegato in questi ultimi anni, che ha interessato 174 scuole, molte delle quali in Calabria, Campania, Lazio e Sicilia per un totale di poco meno di 104 milioni di euro. E poi ci sono i fondi dei Patti per il Sud (283 milioni di euro per circa 280 edifici) e perfino un minuscolo capitolo di spesa dell’8 per mille per le scuole, che ha dato poco più di 4 milioni di euro a ben 4 scuole.

Tanti piani e molti soldi impegnati. Ma ancora molto da fare per mettere davvero in sicurezza le scuole del paese.

QUI L’ORIGINALE

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