Aleteia

Monica Mondo: la mia fede con il cuore e con la ragione

You Tube
Condividi
Commenta

La conduttrice di Soul su Tv2000 si racconta: dall'anoressia, all'incontro con CL, alla vita di professionista e madre

La conduttrice di Soul su Tv2000, racconta l’adolescenza difficile in lotta contro l’anoressia, l’incontro con comunione e liberazione, l’avvio alla professione e la sfida di essere madre e lavoratrice: tutto con lo stile dei cristiani.

«Era il periodo di Vatileaks, la Chiesa si trovava sotto attacco. Per un anno e mezzo, quasi tutte le settimane, ho avuto la fortuna di frequentare l’anziano cardinale George Cottier: ci siamo incontrati, abbiamo chiacchierato di tutto e ne è nato un libricino, Selfie. Dialogo sulla Chiesa con il teologo di tre Papi (Cantagalli). Di lì a non molto Cottier ci ha lasciato. Ma prima di morire, in ospedale, mi ricordò che gli avevo promesso di scrivere un libro sulla Chiesa, accogliendo la sua proposta. Cottier, infatti, si raccomandava che finalmente toccasse ai laici, e specialmente alle donne, parlare della Chiesa».

Monica Mondo, autrice e conduttrice di Tv 2000, spiega con queste parole, accompagnate da un sorriso che gli spettatori conoscono bene, la genesi dell’ultima sua fatica, Io, cristiana per amore e per ragione, da pochi giorni in libreria per i tipi di San Paolo. «L’ho scritto per onorare la promessa fatta a Cottier», si schermisce Monica: «Non è un trattato, ma un insieme di domande e riflessioni che si intrecciano a esperienze vissute e storie vere».

Il punto di partenza è presto detto: «Nel “Ti adoro”, ogni mattina», spiega, «ringraziamo Dio per essere stati “fatti cristiani”. Ma che vuol dire, davvero? La fede e l’appartenenza alla Chiesa sono una mannaia o qualcosa di bello da riconquistare ogni giorno? E come posso aderire alla Chiesa con la ragione e con i dubbi? Ecco, il mio libro prende le mosse da qui».

Quale esperienza di Chiesa hai fatto nella tua famiglia di origine?

«Sono cresciuta a Torino negli anni Settanta in un contesto nel quale si tollerava il fatto religioso quando dà frutti visibili (pensiamo ai “santi sociali”), ma culturalmente ne era lontano, quasi sprezzante. Ho avuto la fortuna di avere papà e mamma che mi hanno sempre portato a Messa la domenica. Mio padre (Lorenzo Mondo, giornalista e critico letterario della Stampa) cresciuto alla scuola dell’Azione cattolica, era rimasto deluso dall’uso strumentale della fede in ambito politico».

E a scuola?

«Ho frequentato il liceo classico più severo di Torino, dove si formava la borghesia della città: lì non si poteva parlare di fede, era quasi disdicevole. Finché ho incontrato alcuni rompiscatole di Cl che mi invitarono alle loro vacanze. Ed è al santuario di Oropa, in quell’occasione, che ho conosciuto un prete con un grande carisma: don Bernardino Rainero, “Berna” per gli amici e, tramite lui, don Giussani. Di lui mi colpì la sua irrefrenabile volontà di mettere insieme fede e ragione».

Pagine: 1 2 3

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni