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La preghiera ha cambiato la mia vita

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Una commovente testimonianza dell’azione di Dio nella storia personale di una giovane donna. Tra prove, dolcezza inattesa e promesse mantenute dal Signore

La “zia”e il Rosario: la via della guarigione

Ed è stato tramite questa “zia”, che è una figura particolare, molto legata alla preghiera, che ho iniziato a pregare. Ho iniziato a pregare il rosario e non ho più smesso. La preghiera mi ha cambiato, ho iniziato a sentirmi amata, a sentire che Dio mi ama, a considerare ogni cosa con uno sguardo diverso. Piano piano sono guarita dalla depressione che il susseguirsi di eventi dolorosi e la situazione che vivevo mi aveva procurato. Chi, solo al mondo, non si deprime? Una depressione esogena (dovuta ad eventi esterni) non endogena, forse per questo meno grave, ma comunque sempre dolorosa che ho superato, o meglio, da cui sono stata liberata, oltre che con la supplica anche dando quel poco che ognuno ha da dare, la propria volontà.

Il volersi lasciar andare, la svogliatezza, il non volersi alzare dal letto o dal divano, mangiare a fatica e male solo per sopravvivere, guardarsi allo specchio e desiderare di prendersi a schiaffi, tutto questo l’ ho superato solo quando ho capito che questo atteggiamento nei confronti di me stessa era sbagliato come se fosse nei confronti di un’altra persona e cioè nei confronti di qualcuno che è di Dio. Io non sono mia, sono Tua, Tu mi ha creata. Lì si poneva la scelta: mi alzo dal divano con grande fatica e lo faccio anche se non capisco niente, neanche perché ci sono sprofondata, solo per amor Tuo. Mi alzo perché voglio credere in Te, nel tuo amore. Mangio anche se non mi va di mangiare perché so che il cibo mi serve e Tu vuoi che io viva. Devo trattare me come è giusto trattare un’altra persona, una persona quindi tua … E questi ragionamenti hanno spronato la mia forza di volontà in un rapporto che era diventato personale, d’amore con Gesù e non più come con il Dio lontano che immaginavo prima. Dopo lo sforzo, cioè l’offerta dell’unica cosa che abbiamo, la volontà, il peso diventa più leggero, i malesseri diminuiscono e scompaiono, la forza ritorna. Il Signore guarisce, salva.

Ho capito che il valore di ogni persona è incommensurabile, e che questo non dipende da ciò che si ha, ma è solo perché siamo creati da Dio e lui è Amore. Quante volte camminando per la strada e vedendo i mendicanti mi sentivo come loro. Mi sentivo l’ultima su questa terra. E la cosa che mi sollevava nei fiumi di lacrime era sapere, credere che anche se su questa terra non ero importante per nessuno, per Dio che mi ha creata e che è morto in Croce per me ero importante. In quel mistero incomprensibile alla ragione ma che il cuore riconosce e che dà vita. Questo mi dava il senso del vivere.

Come i mendicanti, ma io non mendicavo soldi. Sotto questo aspetto mi sentivo come gli uccelli del Cielo e i gigli dei campi che vengono nutriti dal Padre. A me era dato di vivere con quello che mi avevano lasciato i genitori senza la necessità di lavorare. Non avrei potuto per sempre, ma per quei dieci anni ho avuto di che vivere tranquillamente e senza il bisogno di lavorare. Ho lavorato per due anni in una segreteria politica e poi periodicamente, dopo aver studiato come docente di italiano a stranieri, come insegnante di italiano, appunto, a stranieri.

Ho fatto queste cose per occupare il tempo, per cercare di far cose normali, cercando una strada, senza che questi lavori mi appagassero o che li sapessi fare. Io mendicavo amore, affetto, calore umano. E non lo mendicavo apertamente, ma con una corazza protettiva di autodifesa che mi faceva sembrare più forte di quella che ero e agli occhi dei più superficiali sembravo fredda e credo anche cattiva. Sì, in certi periodi ho innalzato scudi protettivi molto grandi, soprattutto nei confronti di alcuni parenti, ma volevo vivere e volevo farlo al meglio e quindi erano necessari. Mi comporterei di nuovo allo stesso modo. Ho sempre avuto un’attrazione per il Vero, il Bello, il Buono, anche prima della conversione che mi ha resa consapevole e dove non trovavo istintivamente questo dovevo difendermi, non potevo permettere che la vulnerabilità della solitudine mi penalizzasse più di quanto fosse già penalizzante soffrire per la mancanza di tutto.

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