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Il matrimonio cristiano profezia per il mondo di oggi

Catholic Church England and Wales-CC

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 10/10/14

Incontro pubblico con Tagle, Arancedo, Kaigama e Miano, partecipanti al Sinodo, su famiglia e laicità

Il respiro universale della Chiesa e del Sinodo straordinario sulla famiglia per una sera in via della Conciliazione, 1 nella sede storica dell'Azione cattolica italiana a Roma. "Un Sinodo che richiama la felice stagione conciliare – ha affermato il presidente dell'associazione ecclesiale laicale, Matteo Truffelli – per un tema che investe fortemente la responsabilità dei laici a più livelli e chiede che questi siano sempre più soggetti attivi della pastorale e non semplici destinatari".

Da persona a persona

Sono i laici per il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila (Filippine), i protagonisti dell'evangelizzazione nell'ambito familiare e sociale. Ma con quale metodo? Quello che ci ha insegnato lo stesso Gesù. "Nel Vangelo vediamo che Gesù – ha sottolineato il cardinale Tagle – incontrava le persone una a una. Non ha trasmesso teorie o concetti, ma ha dato spazio ai rapporti umani per creare un' alleanza con Dio. Come Gesù noi abbiamo bisogno di incontrare le persone e specialmente le famiglie nelle situazioni storiche concrete: il Vangelo, così, verrà trasmesso da persona a persona". Secondo il giovane cardinale delle Filippine, "il cristianesimo forse è diventato un sistema teorico piuttosto che un incontro che rende possibile l'esperienza viva della fede. Non si impara la famiglia a scuola, ma dai genitori. Occorre recuperare l'incontro personale come modalità prima di evangelizzazione delle famiglie". Allo stesso tempo, per l'arcivescovo di Manila, è necessaria una "riscoperta del linguaggio biblico, liturgico, musicale, artistico, anche architettonico, gli unici linguaggi capaci di mostrare la verità e il Mistero piuttosto che spiegarlo". "Per noi asiatici – ha concluso Tagle – questo approccio consente al Mistero di toccare il cuore. Forse oggi stiamo spiegando troppo e mostrando poco".

Le donne pilastro della pastorale

Anche per mons. Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos e presidente della Conferenza episcopale della Nigeria, il ruolo dei laici è essenziale, specialmente quello delle donne. "Nel mio Paese – ha raccontato Kaigama – le donne hanno bisogno di tre pietre per poter cucinare: se se ne toglie una, la pentola non si può bilanciare sul fuoco. Allo stesso modo, penso che le persone per la loro piena realizzazione hanno bisogno di tre elementi: la chiesa, la scuola e la famiglia". In Nigeria ci sono laici particolarmente impegnati a diffondere il Vangelo ma "sono le donne cattoliche il pilastro del lavoro pastorale". I giovani sono tanti e a volte sono "come pecore senza pastore" e vengono attratti nelle chiese pentecostali perchè lì "vengono avvicinati personalmente, mentre nelle nostre parrocchie restano anonimi. Per questo i laici sono così importanti. L'evangelizzazione deve passare attraverso la testimonianza personale e le famiglie". L'arcivescovo Kaigama ha ricordato i gravi problemi della sua terra dove gruppi di fondamentalisti islamici uccidono e distruggono seminari e conventi e niente sembra poterli arrestare. Anche le oltre duecento ragazze rapite dalle bande di Boko Haram non sono ancora tornate a casa e l'arcivescovo ha chiesto a tutti di ricordare la sua gente: "uomini e donne forti nella fede che non accetta di convertirsi all'Islam nonostante le persecuzioni".

La pazienza di aspettare

"Non si può chiedere a questo Sinodo ciò che farà l'altro: bisogna avere la pazienza di aspettare" ha affermato mons. Josè Maria Arancedo, arcivescovo di Santa Fe de la Vera Cruz e presidente della Conferenza episcopale argentina, a proposito delle vie che l'assemblea straordinaria può indicare sui temi che sta affrontando ma che dovranno essere poi portati a nuova riflessione nel Sinodo ordinario del 2015. Sono molte le domande che il mondo pone e la chiesa deve accoglierle, specie quelle che riguardano i bambini, che a volte sono "orfani di padri vivi". C'è il tema della preparazione stessa al matrimonio e della capacità di non abbassare il valore della vita matrimoniale – che è un cammino, non un contratto – facendone percepire tutta la bellezza. Un tema che non può essere assente è la misericordia, secondo l'impronta di papa Francesco. Non si può capire Gesù e la fede senza misericordia, oltre la verità e la giustizia". Il Sinodo, secondo il presidente della Conferenza episcopale argentina "non vuole cancellare niente, ma la fede non è nostalgia del passato, vive nel mondo attuale". "Il matrimonio cristiano, con i suoi caratteri di amore gratuito, solidale, fecondo, – ha concluso mons. Arancedo – è profetico per il mondo di oggi nel quale molta gente giovane aspira alla fedeltà e all'amore. Ci sono problemi nuovi, ma non significa che il principio non va bene. C'è un cammino da fare".

Lo stile e il metodo

Per questo cammino il Sinodo sulla famiglia suggerisce uno stile che è anche un metodo. Ne è convinto Franco Miano, ex presidente dell'Azione cattolica italiana che partecipa al Sinodo come esperto insieme alla moglie, Giuseppina De Simone, entrambi docenti universitari. "Il Sinodo – ha spiegato – ci dà il senso del Concilio e dell'attuazione del suo insegnamento. Chiede ai laici di raccogliere uno stile, aperto di franchezza, di ascolto e confronto nello sforzo del discernimento. Tante volte abbiamo avvertito la nostalgia e il desiderio di camminare insieme con spirito di corresponsabilità". Questo spirito, secondo Miano, "deve attraversare anche la vita delle chiese locali. Nello stile c'è già un metodo che i laici devono prendere sul serio perchè a volte rischiano lo stesso clericalismo che contestano". Invece, ha concluso Miano, "lo stile richiesto da Papa Francesco ci provoca a osare di più, nella capacità di attendere, ma anche nella determinazione di chiedere novità. La vita delle famiglie ha bisogno di riscoprire la bellezza dell'annuncio dell'amore, trovando insieme le possibili traduzioni che mettano insieme la fedeltà al Vangelo e l'accoglienza delle persone nelle varie situazioni della vita".

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sinodo famiglia
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