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Gesù ha versato il suo sangue “per molti” o “per tutti”?

EUCARISTIA SANGUE TUTTI
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Il biblista Pius-Ramón Tragán parla delle traduzioni e del significato delle parole eucaristiche di Gesù nell'Ultima Cena

Il Nuovo Testamento tradotto in seguito dal greco al latino presuppone una seconda versione del testo originale, e quindi il Vangelo tradotto nelle lingue moderne presuppone tre stadi di interpretazione quando arriva a queste lingue.

Quali sono le parole eucaristiche pronunciate da Gesù?

Secondo i filologi, le parole dietro al latino effundetur pro multis, tradotto parola per parola in spagnolo con “versato per molti”, corrispondono all’espressione greca polloi, che significa sempre “molti”.

Il Vangelo di Marco offre una variante significativa: la preposizione uper precede il sostantivo polloi, suggerendo che la morte di Gesù non è solo “per molti”, ma “per una moltitudine”. Bisogna tener conto anche del fatto che il termine greco polloi traduce la parola semitica rabbiym, che indica “una grande moltitudine” e implica anche la nozione “tutti”.

In ogni caso, il senso originale delle parole di Gesù non presupponeva alcuna contrapposizione tra “molti” e “tutti”.

Per ragioni filologiche, esegetiche e per motivi teologici, la traduzione del Messale post-conciliare in lingue moderne ha interpretato il significato delle parole eucaristiche nel suo senso autentico: “sangue versato per tutti”.

San Paolo, infatti, trasmette nella prima Lettera ai Corinzi la formula eucaristica dell’Ultima Cena di Gesù con la parola greca polloi, “molti”, ma nella stessa lettera afferma chiaramente che Gesù è morto per tutti.

Cosa pensa personalmente della questione?

Per varie ragioni ritengo che la traduzione approvata dal Concilio Vaticano esprima con più esattezza e in modo più chiaro il senso delle parole di Gesù nell’Ultima Cena. Ciò non vuol dire che l’opinione di tradurre pro multis “per tutti gli uomini” sia un’opinione personale o isolata. Esistono studi recenti molto precisi sulla convenienza di mantenere l’espressione spagnola “il mio sangue versato per tutti” e non l’espressione “il mio sangue versato per molti”.

Ad ogni modo, la Conferenza Episcopale Spagnola ha preferito modificare il testo accettato dal Vaticano II. Si dovrà accentuare la catechesi sui cambiamenti del nuovo Messale, in base all’esortazione di Papa Benedetto XVI.

Lei conosce la lingua semitica?

Per preparare gli esami di licenza in Scienze Bibliche alla Pontificia Commissione Biblica ho trascorso tre anni a Gerusalemme studiando l’ebraico classico all’École Biblique e l’ebraico moderno in un Ulpán [scuola per lo studio intensivo dell’ebraico, n.d.t.]. Ho lasciato Gerusalemme dopo la Guerra dei Sei Giorni nel 1967. Ho continuato gli studi biblici a Strasburgo fino al dottorato e ho anche studiato il siriaco.

In seguito ho insegnato al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma, dedicandomi per 25 anni alle ricerche e all’insegnamento sul Nuovo Testamento.

Sono tornato varie volte in Israele, in Giordania e in Siria prima dei disastri dei conflitti attuali, e ho potuto rendermi conto dell’enorme difficoltà che rappresenta il fatto di arrivare a una pace duratura tra arabi e israeliani e di equilibrare tendenze religiose e pretese di potere così diverse.


Padre Tragán è attualmente direttore dello Scriptorium Biblicum et Orientale dell’Abbazia di Montserrat, dedicato allo studio delle Sacre Scritture, alla ricerca sulla storia e sulla cultura del Medio Oriente e alla catalogazione dei reperti archeologici provenienti da Mesopotamia, Egitto e Palestina che si trovano nel Museo.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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