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Suor Guèbrou, 93 anni, è una pianista eccezionale e parla 7 lingue

EMAHOY TSEGUÉ-MARYAM GUÈBROU

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Valerio Evangelista - Aleteia - pubblicato il 08/05/17

Gli studi musicali in Europa, la prigionia in Italia, il ritorno in patria e poi la vocazione: ritratto di una straordinaria suora etiope

Yewubdar Guebrou, nata ad Addis Abeba nel 1923, a 6 anni ha iniziato a studiare violino e pianoforte in Svizzera – dove l’aveva mandata la famiglia, appartenente all’alta società. Gli insegnanti si resero subito conto di trovarsi di fronte ad un talento fuori dal comune.

La giovane pianista tornò in patria nel 1933, dove fu in seguito arrestata dalle truppe colonialiste italiane come prigioniera di guerra e deportata prima sull’isola di Asinara e poi a Mercogliano.

Dopo la guerra Yewubdar riprese i suoi studi musicali al Cairo, seguita dal violinista polacco Alexander Kontorowicz. Tornata in Etiopia in compagnia dal suo insegnante, ebbe l’opportunità di conoscere personalmente l’imperatore Haile Selassie, alla cui presenza si esibì più volte. Lei è ancora molto legata a questa figura; addirittura, come ha scritto Kate Molleson sul Guardiannella sua stanza ci sono – accanto alle icone dei santi – proprio alcuni ritratti dell’Imperatore.

Le foto dell’epoca mostrano una ragazza dal fascino travolgente. Yewubdar amava guidare l’auto, andare a cavallo e partecipare agli eventi mondani dell’alta società. Era abituata a viaggiare sin da piccolina, e la sua curiosità per il mondo l’ha portata a conoscere molte lingue; ancora oggi, a 93 anni, ne sa parlare fluentemente addirittura sette. Ma ben più dei viaggi e delle feste, ad entusiasmarla maggiormente era la sua forte fede cristiana e l’appartenenza alla Chiesa Ortodossa etiope.

Al punto che, a soli 19 anni, la giovane Yewubdar fuggì di nascosto da Addis Abeba per entrare nel monastero di Guishen Maryam. Stette lì per due anni, diventando suora all’età di 21 anni. Assunto il titolo di Emahoy, cambiò poi il nome in Tsegué-Maryam. La vita nel monastero, estremamente austera e dura, la spinse a tornare dai genitori, dove riprese a scrivere numerose composizioni per violino, pianoforte e organo.

Negli anni ’60 andò a vivere nella provincia di Gondar per studiare la musica religiosa di San Yared, mistico del VI sec. a cui la Chiesa Ortodossa etiope riconosce la paternità della propria tradizione musicale sacra. Con il sostegno dell’Imperatore Haile Selassie, Emahoy incise la sua prima registrazione nel 1967, in Germania. I proventi di quella e delle successive incisioni, andarono ad un orfanotrofio che si occupava di bambini i cui genitori erano morti combattendo (su emahoymusicfoundation.org tutte le informazioni sulle attività della sua fondazione).




Leggi anche:
La triste sorte dei cristiani d’Etiopia

Lasciata l’Etiopia nel 1984 perché in contrasto con il regime marxista di Mengistu, Emahoy Tsegué-Maryam Guèbrou vive da allora in un monastero a Gerusalemme, dove si dedica al pianoforte per quasi sette ore al giorno. Sebbene abbia raggiunto la fama mondiale a 85 anni con Ethiopiques 21, nell’arco della sua vita Emahoy ha composto oltre 157 brani musicali, incidendo 3 album su vinile e due CD. Gli anni stano passando, ma lei continua a suonare e a toccare la vita di molte persone.

Tags:
etiopiagerusalemmemusica

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