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Vince un tumore al quarto stadio: “La preghiera mi ha guarita”

people.com
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I medici le avevano dato pochi giorni di vita, ma evidentemente Dio aveva altri piani

Aveva un tumore al cervello al quarto stadio, e i medici le avevano dato pochi giorni di vita. Ma Ashley Hallford, una donna di 35 anni e madre di tre figli, è ancora viva. E attribuisce la sua guarigione unicamente a Dio e alla preghiera.

I fatti risalgono a una decina di anni fa. Era incinta di un mese, quando ha sentito un nodulo in testa che era diventato duro e doloroso. “In realtà l’avevo scoperto appena prima di rimanere incinta”, ha detto ad 11Alive. “Ma pensavo fosse un linfonodo, perché non mi faceva affatto male”.

Ma poi il dolore è peggiorato, e con esso i sintomi della malattia. A 32 settimane di gravidanza, ha ricevuto la devastante notizia: il nodulo era tumorale.

Quattro giorni dopo si sottopose ad un intervento chirurgico per rimuovere la massa tumorale, ma il cancro si era diffuso al cervello, in entrambi i polmoni e aveva iniziato ad intaccarle il fegato. In poche parole, il tumore era al quarto stadio, e non si sarebbe potuto rimuovere con un intervento chirurgico.

Nonostante fosse bombardata di radiazioni terapeutiche, la massa tumorale continuava ad espandersi. Fu allora che Ashley si rivolse alla fede.

Nel febbraio 2008 la mia chiesa ha iniziato a pregare e digiunare, per tutto il mese“, ha detto a 11Alive. “Ho continuato la chemioterapia fino al luglio 2008”.

I medici suggerirono alla famiglia di registrare ogni piccolo evento, per creare dei ricordi, perché probabilmente non avrebbero più avuto tempo per farlo.

Ma quando i medici le fecero altri esami, si dissero sorpresi nel constatare che non vi fu più “alcuna evidenza della malattia”. La sua oncologa, la dottoressa Debra Miller, ha commentato dicendo: “Non pensavo mai che ce l’avrebbe fatta. In teoria, il suo cancro non era curabile. È a dir poco un miracolo!”

Ashley Hallford ne è convinta: “Do il merito della mia guarigione a Dio, al cento per cento“.

Ma la storia non finisce qui. Essendo in piena menopausa, i medici le hanno detto che non avrebbe potuto avere, in nessun modo, un altro figlio. Ma evidentemente Dio aveva altri piani: nel 2013 è nato un bambino, e proprio in questo gennaio una bambina!

“Voglio solo diffondere speranza”, dice Ashley. “Voglio dare alla gente la forza per andare anche per l’infertilità. Se ci dovessi riuscire, morirò felice… un giorno”.

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