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La Madonna che annunciò un genocidio

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Kibeho: visioni terrificanti che si sono trasformate in realtà

Kibeho, località di 50.000 abitanti situata nel sud del Ruanda – senza importanza per i potenti, com’era per Betlemme –, è stata lo scenario scelto dalla Santissima Vergine Maria per inviare un messaggio profetico a quella Nazione e, da buona madre, ribadire cosa serve per far sì che gli uomini di ogni tempo e luogo raggiungano la salvezza.

Il Ruanda è un Paese montuoso con un clima temperato e abbondanti piogge e i cui abitanti si dedicano ad allevamento e agricoltura. Con un PIL pro capite di 560 dollari annui (2011), è uno dei 25 Paesi più poveri al mondo, in cui la speranza di vita non supera i 60 anni e segnato nella sua storia da sanguinose guerre etnico-tribali tra hutu e tutsi.

Tre veggenti, una stessa chiamata

Le apparizioni di Kibeho si sono verificate dal 28 novembre 1981 al 28 novembre 1989. Sette veggenti dicono di aver assistito ad apparizioni e di aver ascoltato i messaggi della Vergine in vari momenti di quel periodo, ma solo le manifestazioni straordinarie della Santissima Vergine a tre di loro sono state riconosciute ufficialmente credibili dalla Chiesa:

Alphonsine Mumureke (prima veggente), 17 anni, dal 28 novembre 1981 al 28 novembre 1989;

Nathalie Mukamazimpaka, 17 anni, dal 12 gennaio 1982 al 3 dicembre 1983;

Marie-Claire Mukangano, 21 anni, dal 2 marzo al 15 settembre 1982.

Quando Marie-Claire dichiarò di aver ricevuto la prima apparizione fu un evento a scuola, perché la ragazza aveva detto a compagni e religiose che non credeva a questi fenomeni soprannaturali. Proprio a lei la Vergine ha affidato il messaggio di diffondere il “Rosario dei sette dolori”. La madre di Dio le ha parlato 18 volte, sempre nella scuola di Kibeho.

Dopo l’ultima apparizione a Nathalie nel 1983, solo Alphonsine Mumureke ha continuato a ricevere apparizioni il 28 novembre di ogni anno fino al 1989.

La Santissima Vergine si è presentata a tutte le veggenti come la “Madre del Verbo”, ma per il contenuto dei suoi messaggi è nota come “Nostra Signora dei Dolori”.


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Uno dei messaggi… profetico

Il 15 ottobre 1982, secondo quanto ha reso noto l’agenzia vaticana di notizie Fides, quando le tre veggenti erano insieme hanno ricevuto delle visioni terrificanti. “La Vergine appare in lacrime e le tre ragazze vedono un fiume di sangue, persone che si uccidono a vicenda, cadaveri abbandonati senza che nessuno li seppellisca, un albero tutto in fiamme, un abisso aperto, un mostro, teste decapitate”.

Questa visione risulterà profetica quando nel 1994 si verificherà il genocidio del Ruanda.

In meno di 100 giorni, gli hutu hanno assassinato circa un milione di tutsi, tra i quali 3 vescovi, 123 sacerdoti e più di 300 religiose. Anche una delle veggenti, Marie-Claire, è morta durante i massacri.

Le veggenti, ha reso noto Fides, hanno anche visto l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.

La Madre del Verbo avverte del disastro finale se non ci sarà conversione

“Il messaggio centrale di queste apparizioni è la conversione finché si è in tempo”, ha dichiarato Frédéric Rubwejanga, vescovo di Kibungo (Ruanda), al Sinodo dei Vescovi riunito in Vaticano nel 2005.

Nel 2008 l’arcivescovo Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e gli Itineranti, ha approfondito quanto segnalato da monsignor Rubwejanga sottolineando che “Nostra Signora dei Dolori, a Kibeho (Ruanda), invita alla pace e all’unità, attraverso la conversione, la preghiera, la penitenza e la partecipazione alla Passione di Cristo”.

Quando il 29 giugno 2001 Augustin Misago, vescovo di Gikongoro (Ruanda), ha dichiarato valide le apparizioni testimoniate dalle tre veggenti, ha presentato nello stesso documento un riassunto di quanto segnalato dalla Vergine nel corso degli anni in decine di apparizioni e messaggi:

1. Un appello urgente al pentimento e alla conversione dei cuori: “Pentiti, pntiti, pentiti!”, e “Convertirsi finché si è ancora in tempo”.

2. Una valutazione dello stato morale del mondo: “Il mondo si comporta molto male”; “Il mondo si affretta verso la sua rovina, cadrà nell’abisso”; “Il mondo si ribella contro Dio, si commettono troppi peccati, non c’è amore né pace”; “Se non vi pentite e non convertite il vostro cuore cadrete nell’abisso”.

3. Il profondo dolore della Madre di Dio: le veggenti hanno detto di aver visto la Madre di Dio piangere il 15 agosto 1982. Dicono che era triste per l’incredulità della gente e per la mancanza di pentimento. Si lamentava del cattivo stile di vita, caratterizzato dal rilassamento morale dei costumi, dall’attaccamento al demonio e dalla disobbedienza continua nei confronti dei comandamenti di Dio.


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4. “La fede e l’incredulità verranno in forma invisibile”: queste parole sono state ripetute più volte dalla Santissima Vergine ad Alphonsine all’inizio delle sue rivelazioni, e la Madonna ha chiesto di comunicarle ad altre persone.

5. La sofferenza che salva: è una delle rivelazioni più importanti di Kibeho, data a Nathalie Mukamazimpaka. Il 15 maggio 1982, la Madonna ha infatti detto a Nathalie “Nessuno arriverà in cielo senza sofferenza”, o “Un figlio di Maria non respinge la sofferenza”.

6. “Pregare sempre e con un unico cuore”: la gente non sta pregando, e chi lo fa non prega come dovrebbe. Maria ha chiesto alle veggenti di pregare abbondantemente per tutti, per insegnare ad altri a pregare con fervore e purezza di cuore.

7. Devozione mariana: espressa attraverso la recita sincera e regolare del rosario.

8. Rosario dei Sette Dolori della Madre del Verbo: Marie-Claire Mukangano ha detto di aver ricevuto delle rivelazioni su questo Rosario, gradito alla Madre di Dio, ma questa preghiera non pretende di sostituire la recita tradizionale del Santo Rosario.

9. Maria desiderava che le venisse costruita una cappella: lo ha detto nei suoi messaggi del 16 gennaio 1982 e si è ripetuto molte volte nel corso di quell’anno.

10. Pregare sempre per la Chiesa: avrà molti problemi nei tempi a venire. La Vergine Maria lo ha detto ad Alphonsine il 15 agosto 1983 e il 28 novembre 1983.

Riconoscimento e validità

Per verificare i fatti sono state istituite due commissioni di studio, una medica e l’altra teologica, costituite davanti al vescovo locale e che hanno lavorato dall’aprile 1982.

Il 15 agosto 1988, il vescovo della diocesi di Butare, Jean-Baptiste Gahamanyi, ha approvato il culto pubblico e ha concesso al santuario mariano di Kibeho appena costruito il nome di “Nostra Signora dei Dolori”.


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Le apparizioni sono state approvate il 29 giugno 2001. Nella “Dichiarazione sul giudizio definitivo circa le apparizioni di Kibeho”, diffusa il 29 giugno dalla Sala Stampa della Santa Sede, il vescovo di Gikongoro, Augustin Misago, ha dichiarato valide le affermazioni delle veggenti Alphonsine, Nathalie e Marie-Claire.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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