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A lungo icona del movimento lgbt, in punto di morte ha detto: “Il gender è una menzogna”

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La sconvolgente dichiarazione di Robert Alexis Arquette

Davanti alle telecamere ha interpretato sia ruoli maschili che femminili (forse lo ricorderete per le sue apparizioni nel film Pulp Fiction o nella serie tv Friends)… e anche nella vita reale. Robert Alexis Arquette nacque in una famosa famiglia di attori di Hollywood.

Nel 2006 annunciò pubblicamente che si sarebbe sottoposto ad un intervento di chirurgia plastica. Fu per decenni un’icona LGTB. Ma mentre la sua salute peggiorava a causa del virus dell’AIDS, per lei era sempre più difficile identificarsi come donna. “Alzarsi la mattina, indossare una camicetta e mettersi la parrucca era troppo, per lei”, ha spiegato il suo amico Sham Ibraim alla rivista People.

Robert Alexis confessò inoltre a Sham: “Il gender è una str*****ta… mettersi un vestito non cambia nulla a livello biologico. Né lo fa il cambiamento di sesso… La riassegnazione del sesso è fisicamente impossibile, l’unica cosa che si può fare è modificare delle caratteristiche esteriori, ma la biologia non potrà mai cambiare”.

Quando morì a 47 anni, suo fratello Richmond ha scritto sul suo profilo Facebook: “Siamo contenti che Alexis sia stato parte della nostra famiglia, che sia stato nostro fratello e poi nostra sorella. E che ci abbia dato tanto amore”.


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In una nota firmata dai suoi quattro fratelli si legge: “Nei giorni prima della sua morte, ci ha detto che stava per andarsene, e che dove stava per andare ci sarebbe stato un solo genere. Ci ha detto che ‘dall’altra parte’ siamo slegati da tutte le cose che ci separano in vita, e che tutti siamo uno”.

Probabilmente ha ragione, nella vita eterna non ci saranno generi per identificare le persone. Ci saranno soltanto i sessi dei corpi resuscitati. Ci si identificherà con essi e verrà riconosciuta la sapienza (e la bontà) di Dio che li ha assegnati ad ogni essere umano.

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