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Non riuscite ad avere figli? Provate con la naprotecnologia

sleeping newborn baby in a wrap

Ramona Heim/ Shutterstock.com

Aleteia - pubblicato il 30/09/16

Cerca le cause dell'infertilità nella coppia e prova ad apportare una soluzione rispettosa

di Jordina Fabrés e Venancio Carrión

Eravamo sposati da 7 anni ma i figli non arrivavano. I medici ci dicevano che andava tutto bene e che era solo questione di tempo. Non volevamo ricorrere alla riproduzione assistita, e quindi abbiamo avviato l’iter per adottare un bambino peruviano, che a un certo punto si è tuttavia bloccato per ragioni politiche.

Qualcuno ci aveva parlato della naprotecnologia, ma su Internet trovavamo solo informazioni in inglese. Alla fine abbiamo inviato un’e-mail a un centro degli Stati Uniti chiedendo se c’era qualche medico esperto sul tema nel nostro Paese, la Spagna. Ci hanno fornito un contatto: la dottoressa María Victoria Mena di Saragozza. È iniziata un’appassionante avventura che ci ha portato a Marc, nostro figlio, la cui nascita è prevista per la fine di novembre.

La naprotecnologia è un processo scientifico che cerca le cause dell’infertilità nella coppia e prova ad apportare una soluzione rispettosa della natura umana.

Deve il suo nome alle tre parole che la definiscono – TECNOLOGIA, PROcreatrice, NAturale -, e si basa sul riconoscimento previo della fertilità, in genere in base al metodo Creighton.

Nel nostro caso è stato tutto molto rapido. La dottoressa ci ha chiesto i nostri grafici del metodo di riconoscimento della fertilità Billings, che già conoscevamo, e ci ha dato appuntamento un giorno determinato del mio ciclo.

Ha chiesto a entrambi molte analisi, e quando qualche giorno dopo siamo tornati con i risultati ha visto che a me [Jordina] mancava il progesterone, il che impediva l’annidamento dell’embrione.

Neanche lo spermiogramma di Venancio era perfetto, e la dottoressa Mena ha scoperto che era celiaco!

A me ha prescritto delle vitamine e l’acido folico che prende in genere ogni donna che prevede una gravidanza. Poco dopo mi ha prescritto del progesterone. Era molto importante assumerlo il quarto giorno dopo l’ovulazione, e quindi mi ha dato delle indicazioni specifiche – riguardo al muco cerviale – del metodo Creighton, più preciso del Billings.

A Venancio ha raccomandato di provare a mangiare per due mesi alimenti senza glutine e poi di reintrodurlo all’improvviso, ma la dieta è andata così bene che non è stato necessario aggiungere il glutine per la verifica.

Dopo tre mesi senza glutine ha rifatto lo spermiogramma e i risultati erano perfetti. A quanto pare, l’apparato digestivo ha molto a che vedere con la fertilità.

Abbiamo continuato le cure e sono rimasta incinta!

Eravamo così riconoscenti! Volevamo che la naprotecnologia si diffondesse in Spagna e l’abbiamo presa come una missione. Abbiamo proposto alla dottoressa Mena di creare una pagina web e a settembre l’abbiamo messa online. La web è www.naprotec.es.

Non avere figli è stato difficile, ma è stato importante capire che la fecondità nel matrimonio non è solo questo, e scoprirla aiutando altre coppie, oltre che nel bambino che stiamo aspettando.

La Napro è fantastica perché a differenza di altre terapie rispetta l’atto coniugale. È un trattamento che studia l’infertilità in coppia, cerca una causa e prova ad apportare una soluzione.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
gravidanzainfertilitanaprotecnologia
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