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Una canzone di ispirazione per tutti i cattolici “normali”

Sylvester Band - pubblicato il 30/08/16

Down to the Jordan

Le storie di vita vera degli eroi cristiani assomigliano alle nostre esperienze: hanno lottato e hanno vinto. Hanno lottato e hanno perso. Poi, pentiti, sono tornati nella mischia (S. Josemaría Escrivá)


In fondo all’articolo potete scaricare gratuitamente “Down to the Jordan” dei Sylvester Band


Crescendo, i santi erano i miei eroi. Ricordo addirittura di collezionare e scambiare figurine sacre con i miei fratelli, come se fossero di album di baseball. “Ti dò un Patrizio e un Giuseppe in cambio di una S. Rosa da Lima”. Ho amato le storie di coloro che sono passati per conversioni drammatiche. Ho anche apprezzato le storie dei santi che sembravano essere usciti dal grembo con un’aura di santità. Da bambini parlavamo e giocavamo con Gesù e i santi.

Poi la vita è andata avanti, e ho iniziato a identificarmi meno con questi santi. Non riuscivo a stare in una delle due categorie: quella dei santi fin dalla nascita e quella dei pagani che uno diventati santi senza mai guardare indietro. E cosa ne era del resto di noi? Coloro che hanno ricevuto i sacramenti, una buona educazione, e che eppure talvolta (o spesso) mancano il bersaglio. Cadiamo, e il mondo ci attira a sé.

Beh, sorpresa sorpresa… sono caduto di nuovo
E questa volta è persino peggiore
Perché ora so di essermi perso
Quel dolce vino di Cana

Così recita il secondo verso di “Down to the Jordan”, della Sylvester Band. Ed è per questo che amo questa canzone (e anche perché la musica è davvero bella). È la mia storia. E penso che sia la storia di molti cristiani. Cadiamo, ma ciò che è peggio è che sappiamo ciò che ci perdiamo quando agiamo in questa maniera. Non è stata l’ignoranza a condurci dove siamo.

Ho smesso di mentire a me stesso
E so che la colpa è mia
Voglio essere lavato nell’acqua
E lasciare il peccato dietro di me

Ecco la buona notizia: la confessione. Ancora ed ancora, se necessario (e lo sarà). “Ho scritto quella canzone come descrizione poetica di quel momento durante la conversione (o ri-conversione) in cui ci si rende conto di dover tornare alla Chiesa”, ha dichiarato il frontman Stephen Sylvester. “L’immagine di essere lavati nel Giordano rappresenta la confessione o il battesimo. I versi descrivono il punto di svolta nella vita di chi si rende conto di voler essere santi, ma di aver bisogno di aiuto. È sia una riflessione personale sul mio percorso di fede, sia un ritratto della situazione in cui si trovano molte persone durante la ricerca della santità”.

Ora che sono adulto, dopo aver vissuto diversi alti e bassi, apprezzo le parole di S. Josemaría: “Non ho mai apprezzato le biografie dei santi che ingenuamente – ma anche con una mancanza di sana dottrina – presentano le loro opere come se fossero stati confermati nella grazia sin dalla nascita. No. Le storie di vita vera degli eroi cristiani assomigliano alle nostre esperienze: hanno lottato e hanno vinto. Hanno lottato e hanno perso. Poi, pentiti, sono tornati nella mischia” (La lotta interiore, 76).

Questa canzone è rivolta quindi a tutti i cattolici “normali” che continuano a lottare e fallire. Una piccola ispirazione per alzarsi e andare “giù nel Giordano” ancora ed ancora.


Se non lo avete ancora fatto, scaricate gratuitamente l’album esclusivo di Cecilia realizzato in onore della Giornata Mondiale della Gioventù, che include “Down the Jordan” e molte altre canzoni.


Per conoscere di più questa meravigliosa band, visitate il loro sito web. Potete scaricare l’EP Down the Jordan della Sylvester Band su iTunes.

Libby Reichert

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Tags:
battesimoCeciliaconfessionemusica cattolicamusica cristianaSantitestimonianze di vita e di fede
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